Le lucciole, sentinelle di un ambiente sano e pulito

Per iniziativa del Corpo Forestale dello Stato, in 27 riserve naturali distribuite sul nostro territorio, a aprtire da Assisi e precisamente proprio dalla Selva di San Francesco, dalla val Sàisera alle Murge, dal Cansiglio alla valle dell’Orfento, ha avuto inizio il tour estivo alla scoperta delle lucciole. Un’iniziativa per scoprire un mondo fiabesco, quello notturno dei boschi. Alessandro Bottacci, responsabile dell’ufficio biodiversità del Corpo forestale dello Stato, ci spiega il perché del tour: “Oggi in molte aree verdi, in particolare nelle riserve che gestiamo, la tutela della biodiversità si accompagna alla presenza delle lucciole. Difendere l’ambiente e tutelare la natura consente di godere dei suoi tesori, fra i quali questi coleotteri davvero unici”.

Eppure in questi anni le lucciole sono andate via via diminuendo, ma la loro presenza è importante non solo per lo spettacolo che offrono agli occhi, ma anche perchè sono la spia della qualità dell’ambiente. Ma l’esistenza delle lucciole è pericolosamente minacciata dai pesticidi, dall’inquinamento luminoso, dalla cementificazione. Le lucciole hanno iniziato a diminuire a partire dagli anni sessanta. Ma la presenza delle lucciole è calata in tutto il mondo: in alcuni Paesi si è addirittura dimezzata, come in Malesia e Thailandia, soprattutto a causa della deforestazione. In Europa il Paese messo peggio è l’Inghilterra. E la comunità scientifica mondiale è preoccupata per il suo destino.

Eppure l’affascinante e intermittente luce che esse emettono è un chiaro linguaggio, con un preciso significato. Infatti i maschi, per attirare le femmine, nel periodo dell’accoppiamento emettono una luce fredda a intensità variabile. Viceversa le femmine emettono segnali luminosi prolungati per comunicare la disponibilità alla fecondazione. Tutto frutto della bioluminescenza, un processo chimico grazie al quale alcune molecole si muovono velocissime e producono un’energia che a sua volta si trasforma in luce. Nelle lucciole, la bioluminescenza è data da due composti chimici: la luciferina, una miscela organica che emette luce, e la luciferasi, un enzima catalizzatore che facilita la reazione chimica.

Potrebbero essere molto utili agli agricoltori che invece, usando i pesticidi, non solo le allontanano, ma ne distruggono l’habitat. Se però cambiano le condizioni ambientali, le lucciole possono ritornare, così come è avvenuto di recente in alcune aree naturali urbane protette e nelle riserve statali. Il Corpo forestale dello Stato ne gestisce 130, veri gioielli della natura e scrigni di biodiversità. La tutela dell’ambiente si traduce in protezione della flora e della fauna. Le lucciole fanno parte di questo patrimonio.

Quindi sappiate e ricordate che là dove si vedono le lucciole v’è garanzia di un ambiente sano, senza veleni o pesticidi. E basta poco per favorire il loro ritorno: diminuire le fonti esterne di luce artificiale e di conseguenza l’inquinamento luminoso, non utilizzare pesticidi, fitofarmaci e altri veleni, incrementare gli orti biologici, ampliare le aree verdi, creare i prati delle lucciole per dare la possibilità a questi speciali coleotteri di riprodursi e continuare così il ciclo della vita.

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