No TTIP – Domani è un giorno decisivo per il nostro futuro e i nostri diritti

Domani 8 luglio è un giorno decisivo per il nostro futuro e i nostri diritti: mentre il tema della democrazia in Europa – dopo il risultato del referendum greco – accende il dibattito politico, il Parlamento di Strasburgo dovrà dare alla Commissione delle raccomandazioni sul TTIP, il patto di libero scambio con gli USA.

Far sentire la nostra voce di cittadini ed elettori europei è fondamentale e produce risultati concreti: un mese fa il voto sul TTIP è slittato grazie al NO deciso e alla protesta di milioni di cittadini per i quali la democrazia, i diritti delle persone e la tutela dell’ambiente vengono prima del libero mercato. Nelle prossime ore seguiremo i lavori dell’aula del Parlamento europeo, contribuendo a diffondere e a rendere pubblici la discussione, le dichiarazioni di voto e i posizionamenti di tutti gli Europarlamentari presenti alla seduta. È importante, non possiamo permettere che gli interessi privati delle grandi compagnie abbiano la meglio sui diritti delle persone e la tutela dell’ambiente.

Se il TTIP viene approvato, il nostro sistema alimentare quotidiano, già soggetto a un cambiamento drastico e insidioso, diventerà sempre più slegato dalla dimensione umana. Gli accordi di libero scambio, a partire dal NAFTA, non hanno portato ad alcun miglioramento della qualità della vita dei piccoli produttori e di chi è economicamente svantaggiato, ma hanno solo moltiplicato i guadagni degli speculatori più ricchi.

Ursula Hudson, Presidente di Slow Food Germania, spiega: Il TTIP, così come è attualmente strutturato, non è assolutamente accettabile. Abbiamo bisogno di altre cose, non del TTIP: vogliamo democrazia, trasparenza e protezione legale per gli individui, e non più diritti per le multinazionali che vogliano citare una controparte in giudizio. Vogliamo proteggere e sviluppare ulteriormente le politiche ambientali europee, gli standard che abbiamo già raggiunto, invece di subordinarli alla logica del libero scambio.

Richard McCarthy, Direttore esecutivo di Slow Food USA, dichiara: Siamo profondamente preoccupati da questa corsa verso la deregolamentazione, che riduce il controllo e la trasparenza del nostro sistema alimentare. Genererebbe una grande incongruenza, oggi che le comunità negli Stati Uniti e in tutta Europa cercano di riacquisire un maggiore controllo sulle informazioni indicate nelle etichette dei prodotti alimentari, sull’origine degli alimenti che consumiamo e sul modo in cui sono prodotti. Il TTIP minerebbe questi sforzi.

La risoluzione sul TTIP prevede anche l’inclusione della clausola relativa all’Investor-state dispute settlement (ISDS). Il Parlamento europeo deve assumere una chiara posizione contro l’ISDS. La clausola, infatti, consente alle aziende di citare in giudizio i governi presso tribunali privati in caso di azioni statali che, a loro giudizio, interferiscono con i loro investimenti e riducono i profitti previsti. Questa pratica è un pericolo per lo stato di diritto e i principi democratici. AGGIUNGI LA TUA VOCE E FERMIAMO IL TTIP!

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