Presentato a Roma il Manifesto della green economy per l’agroalimentare

Presentato ieri a Roma il ‘Manifesto della green economy per l’agroalimentare, in occasione di Expo 2015’, sottoscritto da 66 organizzazioni di imprese, è il frutto di un lungo lavoro di mediazione. “Produttività, sostenibilità, innovazione, reti e territori sono le parole chiave che dovranno concretizzarsi attraverso un azione di tuttta la filiera agroalimentare italiana”.

Il documento, pur perfettibile, comunque è un buon punto di partenza per affrontare sette temi cruciali per l’agricoltura e la produzione di cibo nella nostra epoca: lo sviluppo durevole e di qualità della produzione agroalimentare, il rapporto fra priorità della produzione agroalimentare e la multifunzionalità dell’agricoltura, gli impatti sulle produzioni agroalimentari e le misure per fronteggiare la crisi climatica, i modelli sostenibili di agricoltura, la sicurezza alimentare, lo spreco di cibo, le minacce alle produzioni agroalimentari e il consumo di suolo agricolo. Lo ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo a Roma alla presentazione del ‘Manifesto’.

“Una cosa emerge con chiarezza – ha proseguito Giansanti – bisogna dare risposte adeguate al fabbisogno di innovazione delle imprese, per produrre di più ma anche per produrre meglio. Solo così si risponde a food security (sicurezza del cibo, per tutti) e food safety (sicurezza sanitaria del cibo prodotto); si risponde poi alla conservazione del cibo senza perdite in campo e senza sprechi lungo la catena alimentare. In quest’ottica, le esperienze di precision farming, che Confagricoltura sta sostenendo nelle sue aziende, sono l’esempio concreto di un’agricoltura attenta all’ambiente ed alla sicurezza alimentare che migliora grazie alle innovazioni”.

“Produrre meglio – ha aggiunto – vuol dire attenzione costante alla sostenibilità economica, ambientale e sociale, adottando pure buone pratiche agricole, come fanno le aziende di Confagricoltura che hanno aderito al progetto Ecocloud. Si può rendere più incisivi questi comportamenti virtuosi attraverso processi di aggregazione e cooperazione come le reti d’impresa. Senza trascurare le peculiarità territoriali”.

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