Xylella, Agrinsieme incontra il commissario Ue alla Salute Andriukaitis in Puglia

“Bene gli interventi messi in campo dal ministero dell’Agricoltura e la firma del decreto sullo stato di calamità che danno speranza a quanti sono stati colpiti dalla Xylella fastidiosa nel territorio salentino”. Così Agrinsieme commenta lo stanziamento di 11 milioni di euro annunciato ieri dal ministro Martina per finanziare nuove azioni per gli agricoltori e i vivaisti danneggiati dalla Xylella.

Nel pomeriggio di ieri il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri è intervenuto a Lecce, in rappresentanza del coordinamento Agrinsieme, all’incontro con il Commissario Ue alla Salute Andriukaitis in occasione della sua visita in Puglia per constatare di persona l’impatto che il batterio sta avendo sugli uliveti salentini. “Il Commissario si è detto molto preoccupato per la diffusione del batterio” spiega Mercuri “e si è impegnato a sostenere il comparto olivicolo così pesantemente danneggiato. Oltre alle misure di contenimento della diffusione del batterio, riteniamo che ci sia tuttavia bisogno di un impegno da parte dell’Ue che vada oltre all’emergenza e che consenta alle aziende di programmare il futuro e rilanciare l’agricoltura salentina”.

Durante l’incontro è stata inoltre sottolineata ancora una volta dal coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative agroalimentari la centralità della ricerca per una più efficace lotta e prevenzione alla Xylella, ricordando che le oltre 33.000 ispezioni effettuate su tutto il territorio nazionale hanno confermato che il batterio non è presente in Italia, ad eccezione della provincia di Lecce e di alcune zone della provincia di Brindisi.

Per tale motivo “resta fondamentale il ruolo dell’Ue nella divulgazione di informazioni corrette e che la relazione del ministero delle Politiche agricole inviata alla Commissione europea venga diffusa e resa nota anche agli altri Stati in modo da rendere chiaro agli operatori esteri l’integrità delle nostre produzioni ed evitare il prolungarsi dei blocchi al materiale vegetale italiano”.
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