Xylella fastidiosa, vivaisti italiani subiscono gli effetti di informazioni poco corrette

Sono 7 mila i vivaisti italiani che subiscono gli effetti di informazioni poco corrette in merito alla Xylella, notizie che hanno generato finora blocchi commerciali ingiustificati e gravi conseguenze economiche al comparto. Come risulta dalla relazione inviata dal Mipaaf alla Commissione Ue, le 33.600 ispezioni effettuate su tutto il territorio nazionale confermano che il batterio della Xylella fastidiosa non è presente in Italia, ad eccezione della provincia di Lecce e di alcune zone della provincia di Brindisi. Le sospensioni dei contratti commerciali tra operatori vivaisti italiani e operatori di Paesi terzi ma anche europei, quindi, non hanno motivo di esistere. E’ quanto afferma Agrinsieme in una nota.

“Siamo i primi a voler tutelare la produzione agricola dalla diffusione della Xylella sul territorio nazionale, europeo ed internazionale -spiega Dino Scanavino in rappresentanza del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative del settore agroalimentare-. La trasmissione della malattia al di fuori dei territori colpiti della regione Puglia sarebbe dannosa e controproducente prima di tutto per noi. Per questo chiediamo controlli e analisi puntuali sulle nostre produzioni, per dimostrare che tutto ciò che vendiamo è completamente esente da Xylella”. Intanto “è importante che la relazione del Ministero delle politiche agricole inviata alla Commissione europea sia diffusa e resa nota anche agli altri Stati -aggiunge Scanavino- in modo da rendere chiaro agli operatori esteri l’integrità delle nostre produzioni ed evitare il prolungarsi dei blocchi al materiale vegetale italiano”.

Nel frattempo continua l’impegno da parte dei produttori nell’attuare tutte le azioni necessarie per contrastare l’emergenza. 62 mila ettari di terreno sono stati lavorati con l’obiettivo principale di ridurre la popolazione dell’insetto vettore del batterio. “Tuttavia, non dobbiamo abbassare la guardia -continua Scanavino- in ambito nazionale, auspichiamo fortemente che venga data completa attuazione alle previsioni della decisione comunitaria,  e che con autorevolezza vengano applicate le disposizioni contenute nel decreto nazionale e nel Piano Silletti”.

Infine le risorse stanziate nel Dl Agricoltura e pari a 11 milioni di euro -sottolinea Agrinsieme- devono essere rese disponibili nell’immediato per facilitare gli interventi necessari e sostenere le perdite di reddito di olivicoltori e vivaisti.

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