Approvata la prima legge sull’autismo, ma non sono stati stanziati dei fondi ad hoc

Approvata dalla commissione Sanita’ del Senato, la prima legge nazionale sull’autismo, non sono però stati stanziati dei fondi ad hoc, ragione per la quale molti credono che poco cambierà. La legge nazionale sull’autismo, prevede l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) dei trattamenti per l’autismo, che quindi saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Inoltre, prevede l’aggiornamento delle linee guida per la prevenzione, la diagnosi e la cura e interviene sulla necessita’ di fare piu’ ricerca, ma senza stanziare fondi aggiuntivi a carico dello Stato. Una norma, sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “che ci consegna grande soddisfazione perché frutto di un complesso lavoro collettivo, svolto insieme ai rappresentati della comunità scientifica e delle associazioni e delle famiglie”.

Il testo delle “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie” approvato in terza lettura e in sede deliberante dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, ovvero senza passare per l’Aula, è una legge quadro che conta 6 articoli, ma nel rispetto dell’invarianza sui saldi della finanza, ovvero nessun fondo aggiunto. Prevede l’aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza dell’assistenza, estendendole non solo alla vita del bambino e ragazzo autistico ma anche all’adulto.

Inoltre, prevede che l’autismo sia inserito nei livelli essenziali di assistenza, per garantire diagnosi precoce e cure individualizzate in modo omogeneo in tutte le Regioni, senza più le difformità che caratterizzano, oggi, il trattamento di queste persone. La legge prevede l’aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per il miglioramento della qualita’ e dell’appropriatezza dell’assistenza, estendendole non solo alla vita del bambino e del ragazzo autistico, ma anche all’adulto. L’obiettivo e’ il miglioramento delle condizioni di vita, attraverso un inserimento nella vita sociale e lavorativa delle persone con disturbi dello spettro autistico.

La legge dispone che l’autismo sia inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), il che fa si’ che le prestazioni sanitarie siano garantite ai cittadini affetti da disturbi dello spettro autistico gratuitamente o con il pagamento di una quota del ticket sanitario, cosi’ da garantire una diagnosi precoce e cure personalizzate senza disparita’ fra le Regioni. Le Regioni che non garantiranno gli interventi adeguati non accederanno ai finanziamenti integrativi nell’ambito del riparto del Fondo sanitario.

“Adesso aspettiamo – dichiara il senatore Idv, Maurizio Romani, vicepresidente della commissione Sanità di Palazzo Madama – che il ministero della Salute sblocchi dal Fondo sanitario nazionale risorse ad hoc per i disturbi dello spettro autistico”. “Rappresenta una bella sfida per fare un vero e proprio salto di qualità sul piano della inclusione sociale”, secondo Paola Binetti, relatrice della proposta di legge nella XII Commissione della Camera. Il ministero della Salute si impegna promuovere la ricerca sia biologica che genetica sulle cause dell’autismo, estendendola anche alla riabilitazione e all’inserimento del soggetto nella vita sociale.

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