Auto contro cinghiale, muore uomo di 39 anni

Tragedia sulla strada provinciale 33 a Castellina. Un uomo di 39 anni è morto in un incidente stradale dopo aver investito un cinghiale. La vittima, che è deceduta all’ospedale di Livorno, si chiamava Domenico Antonio Fedele, residente a Rosignano.  Nell’incidente è morto anche il cinghiale, pesava cento chili.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la Ford Fiesta di Fedele ha urtato violentemente l’animale – un esemplare di oltre 100 chili – che aveva invaso la carreggiata. Nell’impatto il conducente, che secondo l’Arma forse potrebbe non aver correttamente allacciato le cinture di sicurezza, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i soccorsi del 118, ma l’automobilista è deceduto nel tragitto verso l’ospedale a causa dei gravi traumi riporti nell’urto.

Un incidente simile era accaduto ieri nei pressi del quartiere aquilano di Cansatessa, lungo la statale 80: all’alba una Smart guidata dal 39enne Cristian Carosi ha impattato contro un cinghiale. L’utilitaria si è ribaltata e per il conducente, sbalzato fuori dall’abitacolo, non c’è stato nulla da fare. Quello dei cinghiali, che sempre più spesso raggiungono le zone urbane anche marine dell’Abruzzo, è un problema molto sentito per i danni che arrecano all’agricoltura, visto il loro continuo proliferare, tanto che dallo scorso 31 luglio ne è stato disposto, nella provincia aquilana, il loro abbattimento.

I cinghiali ultimamente sono alla “ribalta” delle cronache, soprattutto dopo i recenti fatti accaduti in Sicilia. L’Ente Nazionale Protezione Animali propone una serie di procedure da applicare prioritariamente rispetto a qualsiasi forma di controllo selettivo, per attuare nuove
politiche a 360 gradi sul territorio che prevedano, gradualmente, diverse fasi e diversi livelli di coinvolgimento (istituzioni, associazioni, agricoltori e allevatori). E’ ormai noto, infatti, che l’aver affidato agli abbattimenti e al mondo venatorio la gestione faunistica di questa
come di altre specie, non solo si è dimostrato inutile ed eticamente scorretto, ma ha aggravato enormemente una situazione creata, tra l’
altro, proprio dalle immissioni di questi animali a fini di caccia.

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