Bomba d’acqua a San Vito di Cadore: tre le vittime, strade bloccate, danni a case e negozi

Ieri sera, verso le 21, una bomba d’acqua ha investito la zona tra Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore sulle Dolomiti bellunesi. Tra i morti un turista polacco, mentre la moglie è stata tratta in salvo dai soccorritori. Oltre ad aver causato vittime e travolto alcune auto, la frana che ha travolto una parte del Cadore in seguito a un forte temporale, ha portato alla temporanea chiusura della statale Alemagna, isolando cosi’ per alcune ore Cortina, e a diversi danni materiali, fra cui la distruzione di una seggiovia, e quella di parte di un ponte fra Auronzo e Misurina, dove e’ stata danneggiata anche la linea della media tensione.

A San Vito di Cadore, dove si sono visti gli smottamenti piu’ imponenti, fango e detriti hanno fatto esondare il torrente Ru’ Secco, portando tonnellate d imateriale fino in paese, dove sono stati danneggiati negozi e case. Sul posto i vigili del fuoco con le unita’ cinofile, uomini del soccorso alpino, carabinieri, polizia, guardia di finanza, protezione civile della sezione Ana Cadore. La frana, causata dall’esondazione del torrente, che ha fatto tracimare un bacino di contenimento dei detriti alluvionali, ha travolto anche un ponticello lungo la pista ciclabile di San Vito.

Un’altra frana è scesa a valle nella zona di Borca di Cadore, a Cancia, dove nel luglio del 2009 un fenomeno analogo causò la morte di due persone, madre e figlio, sepolte nella loro baita da fango e sassi, ed una terza si è scaricata invece nei pressi di Auronzo, ricoprendo la strada regionale 48 delle Dolomiti. Qui il fenomeno è stato provocato dalla tracimazione del torrente Giralba. Come sulla statale Alemagna, anche in questo caso la circolazione è bloccata. Coldiretti, più di otto comuni italiani su dieci (82%) hanno parte del territorio a rischio frane e alluvioni anche a causa dei cambiamenti climatici per le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. È quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare la tragedia della frana in Cadore, ricorda che nel 2014 in Italia si sono verificati 211 eventi di frana importanti, che hanno causato complessivamente 14 vittime. Le regioni più colpite sono state Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto, Campania, Lombardia e Sicilia secondo l’Ispra.

“In Italia 8,6 milioni di cittadini – commenta la Coldiretti – vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico, anche per la mancanza di una adeguata pianificazione territoriale. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15% le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento che non riesce ad assorbire la violenta caduta dell’acqua”.

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