Caldo: fusione ghiacciai anticipata di 2 mesi in Val d’Aosta

Caldo torrido anche in alta quota con evidenti effetti sulle riserve glaciali valdostane. Lo rivelano gli esperti della Fondazione montagna sicura che da anni misurano e controllano alcuni ghiacciai. Il caldo si fa sentire anche in quota e la fusione della neve e del ghiaccio è notevole.

I rilievi in corso, fa sapere Fondazione montagna sicura, “non forniscono un dato definitivo ai fini della misura conclusiva del bilancio di massa, che intende quantificare le entrate totali, costituite dall’accumulo di neve, e le uscite totali, dovute alla fusione della neve e del ghiaccio che interessano il ghiacciaio nel corso di un intero anno”, tuttavia “consentono di ‘tastare con mano’ l’andamento della stagione estiva”. In questo senso, “dalle osservazioni effettuate, appaiono ad oggi evidenti gli effetti delle anomale alte temperature verificatesi anche in quota nelle ultime settimane”. Gli effetti non sono stati registrati solo sui ghiacciai, anche sul permafrost con i versanti più instabili. E’ esemplificativo il caso del Cervino: la via Italiana alla vetta è chiusa da due settimane proprio per il pericolo crolli e caduta massi, tra le cause principali lo scioglimento del permafrost.

Fondazione Montagna sicura e ARPA Valle d’Aosta stanno portando avanti gli annuali rilievi per la misura del bilancio di massa.

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