Hiroshima, 70 anni dopo ricorda il dramma della prima bomba atomica

Hiroshima ricorda il dramma della prima bomba atomica sganciata 70 anni fa dagli Stati Uniti sulla città alle 8.15 del mattino del 6 agosto del 1945, osservando un minuto di silenzio. Tre giorni dopo, il 9 agosto, una seconda bomba atomica rade al suolo pure Nagasaki costringendo il Giappone, il giorno 15, alla resa. La guerra finisce ma le sue conseguenze e le conseguenze di quel “progetto Manhattan” che portò alla bomba, durano ancora oggi.

“L’esplosione è stata così forte che mi ha gettato nel mezzo della strada e mi ha fatto perdere conoscenza”. Keiko Ogura aveva 8 anni quando gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica su Hiroshima. Il 6 agosto del 1945 si trovava a circa 2 chilometri dall’esplosione che uccise 140mila persone, e 70 anni dopo ricorda tutto come se fosse allora.

Sulle sue spalle, come tutti i sopravvissuti, porta il difficile compito della memoria. Un compito che la città giapponese ha affidato al memoriale della Pace, dove si trovano un museo in cui, con un approccio più scientifico che emotivo, si racconta la storia della bomba e i suoi effetti, e l’edificio ribattezzato “Hiroshima dome”, il Duomo. Il palazzo era a meno di 500 metri dal luogo in cui è esplosa la bomba: all’interno morirono tutti, ma l’edificio rimase in piedi. È stato lasciato così da allora, testimone silenzioso della tragedia. “La bomba atomica non sarebbe dovuta mai esistere – dice Keiko – questo è il messaggio che voglio mandare al mondo intero”.

A distanza di Settanta annin gli ospedali della Croce rossa in Giappone curano ancora migliaia di sopravvissuti per i devastanti effetti dell’esplosione sulla loro salute. Dei quasi 200.000 sopravvissuti ancora in vita, molte migliaia continueranno ad avere bisogno di cure per le malattie legate alle radiazioni nei prossimi anni, afferma un comunicato congiunto del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) e della Federazione internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa. Quasi i due terzi muoiono di cancro, aggiunge evocando inoltre l’impatto psicologico dei bombardamenti ancora presente.  Nel 2014, la Croce Rossa giapponese a Hiroshima e Nagasaki hanno rispettivamente trattato 4.657 e 6.030 sopravvissuti, precisa il comunicato. Quasi i due terzi (63%) dei decessi dovuti ai bombardamenti atomici all’ospedale di Hiroshima fino al marzo 2014 erano imputabili a tumori. Durante lo stesso periodo, oltre la metà di tutte le morti all’ospedale della Croce Rossa a Nagasaki (56%) erano causati da cancro.

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