Il supercomputer ReCas, a Bari il cervellone da 10 giga al secondo

ReCaS, il supercomputer della capacità di memoria su disco di 6.600 terabyte e uno spazio di archiviazione su nastro di 2.500 terabyte, con capacità di elaborazione di 10 gigabyte al secondo. Un vero e proprio ‘mostro’ informatico, già impiegato per l’elaborazione dati di importanti progetti sviluppati, ad esempio, dal Cern di Ginevra.

Oltre a lavorare per il centro di ricerca di fisica nucleare più importante al mondo, con il quale l’INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare) di Bari collabora a pieno ritmo, il supercomputer ReCas esegue calcoli anche per studi sulla diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, o previsioni meteo che l’Arpa esamina per il comparto industriale di Taranto, e tanti altri big data utili al lavoro di biologi, ingegneri, medici, geologi. Ma le capacità di sfruttare il ReCas non si fermano qui: potrà infatti essere impiegato per progetti futuri che riguardano le smart cities, come ad esempio lo snellimento della pubblica amministrazione sfruttando i vantaggi del cloud computing. ReCas è stato reso possibile grazie a fondi ministeriali e Pon europei, realizzato con circa 7 milioni di euro.

Quattro anni di lungo lavoro – spiega Roberto Bellotti, coordinatore della Scuola di Fisica medica dell’Università di Bari e responsabile del progetto Prisma – abbiamo finalmente completato ed inaugurato il Data Center ReCaS. Oltre alla ricerca di base in molti settori (Fisica, Biologia, Medicina) il calcolo scientifico ad alte prestazioni ha svariati utilizzi di impatto diretto nella vita dei cittadini. In questo momento ReCaS viene utilizzato da ARPA Puglia per prevedere i giorni di maggior impatto ambientale nel quartiere Tamburi di Taranto. Alla luce di queste previsioni può imporre una riduzione delle produzioni industriali nel territorio adiacente. Le Pubbliche Amministrazioni sempre più hanno l’esigenza di gestire i cosidetti “big data”, per tenere sotto controllo la spesa sanitaria cercando al contempo di migliore la qualità dei servizi. Ma anche il traffico – con i semafori intelligenti – e i sistemi di videosorveglianza diffusi – due prossime sfide del Comune di Bari – potranno beneficiare della potenza di calcolo di ReCaS – conclude – per la corretta gestione della enorme mole di dati ed immagini che verranno prodotte. In termini più prospettici è noto che la disponibilità di “Open Data” nei territori è uno dei motori per l’innovazione e anche per l’aumento della occupazione e del pil».

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