In Cina 4.000 morti al giorno per l’inquinamento dell’aria

In Cina l’inquinamento dell’aria uccide in media 4000 persone ogni giorno. Secondo un nuovo, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, della Public Library of Science firmato dai fisici della University of California, Berkeley.

I ricercatori attribuiscono la responsabilità dei decessi soprattutto alle emissioni delle centrali a carbone e in particolare alle minuscole particelle note come PM2,5 che possono scatenare attacchi di cuore, ictus, cancro ai polmoni e asma e che – secondo lo studio di Berkeley Earth – uccidono silenziosamente 1,6 milioni di persone all’anno, il 17% del livello di mortalità della Cina.

“L’ultima volta che sono stato a Pechino – ha spiegato Richard Muller, direttore scientifico di Berkeley Earth e co-autore del documento – l’inquinamento era al livello di pericolo: ogni ora di esposizione riduceva la mia aspettativa di vita di 20 minuti. E’ come se ogni uomo, donna e bambino fumassero 20 sigarette ogni ora e mezza”.

La Cina produce circa il 64% della sua energia dal carbone. Negli ultimi anni le autorità cinesi hanno, fra crescenti pressioni pubbliche, deciso di tagliare l’inquinamento adottando standard di qualità dell’aria, installando stazioni di monitoraggio dell’inquinamento e pianificando la chiusura di alcune delle più inquinanti centrali elettriche a carbone, rimpiazzandole con altre più pulite.

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