Le morti nelle campagne pugliesi: Mipaaf, contrastare i fenomeni di caporalato e lavoro “nero”

Paola, la bracciante agricola morta nelle campagne di Andria mentre lavorava in un campo d’uva è morta otto giorni prima di Mohamed, il sudanese deceduto a causa di un malore mentre raccoglieva pomodori nelle campagne di Nardo’. Questi sono solo due dei tanti casi di vittime del caporalato, migliaia di uomini e donne costretti a lavorare per pochi euro con orari assurdi, senza diritti, come fossero dei fantasmi. Vite stroncate dalla fatica, dal caldo torrido, da dei datori di lavoro senza scrupoli che li tengono in condizioni di schiavitù.

A seguito dei drammatici fatti di cronaca verificatisi nelle ultime settimane in Puglia, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ed il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, hanno deciso di rafforzare le iniziative di contrasto dei fenomeni di irregolarità e delle criticità che caratterizzano le condizioni di lavoro nel settore agricolo e che determinano rischi pesanti per la salute dei lavoratori, in particolare nella stagione estiva.

A questo fine, la Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro ha dato indicazione alle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro di coinvolgere i responsabili dei servizi prevenzione delle ASL nelle attività di vigilanza già programmate e sulla base di intese preventive o prassi consolidate. L’obiettivo è quello di accertare e contrastare i fenomeni di caporalato, lavoro “nero” o irregolare, e di assicurare il rispetto delle condizioni di sicurezza in cui devono operare anche i lavoratori del settore agricolo.

Proprio per il settore, il Ministero del Lavoro ha già programmato specifiche attività di vigilanza, partendo da una analitica mappatura delle aree geografiche che negli ultimi anni hanno fatto registrare la maggiore concentrazione dei fenomeni di irregolarità e delle criticità.

Il Ministero delle politiche agricole ha inoltre chiesto la convocazione urgente della Cabina di regia della “Rete del Lavoro agricolo di qualità”. Con la Rete, introdotta con il provvedimento Campolibero e operativa da febbraio, per la prima volta in Italia si è creato un coordinamento per il contrasto dello sfruttamento nel lavoro agricolo, avviato un percorso di semplificazione e istituita una certificazione delle aziende agricole in regola, aumentando i controlli su quelle non iscritte alla Rete stessa. Della cabina di regia, presieduta dall’Inps, fanno parte le organizzazioni sindacali, le organizzazioni professionali agricole, insieme ai rappresentanti dei Ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell’Economia e della Conferenza delle Regioni. La rapida approvazione delle norme sul lavoro agricolo e sulla “Rete” contenute nel Collegato agricoltura, all’esame del Parlamento, permetteranno di rafforzare ulteriormente l’operatività di tale strumento contro questa piaga inaccettabile e drammatica.

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