Lotta alla deforestazione: al via i controlli sul legno

Stop alla deforestazione selvaggia. Un contributo che potrebbe rivelarsi determinante viene dal Corpo Forestale dello Stato, che in questi giorni ha lanciato partendo dalle regioni del nord est una campagna di controlli a tappeto sull’origine del legname che viene importato in Italia per verificare la corretta applicazione del Regolamento EU TR 995/2010.

I controlli che sono testati da Bureau Veritas Italia per conto di Conlegno, organizzazione che fa capo a Federlegnoarredo e che raggruppa circa 1400 aziende italiane (operanti in particolare nel settore dell’arredamento e imballaggio), si prefiggono di verificare la correttezza applicazione del Regolamento Europeo e di tutte le procedure che riguardano il legno dal taglio della pianta sino all’utilizzo finale. Bureau Veritas, leader mondiale delle certificazioni, è in grado di fornire il proprio supporto alle aziende attraverso la verifica in campo del sistema di controllo dell’azienda secondo il regolamento di Conlegno.

La certificazione attesta infatti che il legname non sia di specie botaniche protette o a rischio, che non provenga da un paese a rischio nel quale sono stati effettuati massici e incontrollati interventi di deforestazione selvaggia, che siano state regolarmente pagate le tasse di concessione per queste attività di taglio e che siano state saldate e ottemperate tasse e normative doganali. Sulle partite che ottemperano alle norme contenute nel regolamento Legnok, il comitato tecnico di Conlegno che presiede alla applicazione italiana del regolamento 995 del 2013 dell’Unione europea, Bureau Veritas esegue i controlli in campo che se positivi e valutati tali da Conlegno, concorrono al rilascio del marchio Legnok che rappresenta un attestato omnicomprensivo di “legittimità”.

Con l’avvio dei controlli proprio in questi giorni BV che è market leader mondiale nel settore del legno e che ha messo a punto procedure ormai consolidate di controllo e verifica anche nei paesi produttori rafforza ulteriormente la sua collaborazione con Conlegno, con l’industria italiana e indirettamente con Traffic, ovvero con l’organizzazione che rappresenta il braccio operativo di WWF in questo contesto.

Importanti le conseguenze per il mercato italiano, ad esempio dell’arredamento, che attraverso i controlli di BV acquisisce uno standing di ecocompatibilità in uno dei comparti più sensibili riguardo alla convivenza fra necessità di salvaguardia ambientale del pianeta e istanze della produzione industriale.

L’Italia – afferma un recente studio di Federlegnoarredo – è fra i primi tre Paesi importatori di prodotti regolamentati da EUTR in Europa.

La posizione dei Paesi Terzi che maggiormente esportano nei Paesi UE 28 cambia a seconda che si prenda in considerazione il valore o la quantità, dove si evidenzia che:

■ il valore non è strettamente legato alla quantità, ma ai processi di trasformazione e lavorazione dei prodotti soggetti a EUTR; il primo Paese esportatore verso la UE 28 è la Cina

■ la quantità espressa in tonnellate è più significativa per individuare l’origine della materia prima; il primo Paese esportatore verso la UE 28 è la Russia.

Dei soli prodotti EUTR importati in Europa:

■ il macrosistema Legno-Carta-Mobili ha un valore di circa 23 miliardi di euro (54 milioni di tonnellate)

■ il sistema Legno ha un valore di circa 8,6 miliardi di euro (37,5 milioni di tonnellate)

■ il sistema Carta ha un valore di circa 11,1 miliardi di euro (14,9 milioni di tonnellate)

■ il sistema Mobili ha un valore di circa 3,2 miliardi di euro (1,4 milioni di tonnellate)

 

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