Oceani: E’ Online la prima mappa digitale realizzata in 3D

Realizzata una nuova mappa digitale in 3D dei fondali marini. L’Università di Scuola di Geoscienze di Sydney ha sviluppato un’idea senza precedenti del mondo marino nel minimo dettaglio. La mappa, pubblicata nell’ultima edizione della rivista scientifica Geology, offre nuove intuizioni delle profondità degli oceani che costituiscono il 70 % della superficie terrestre ed evidenzia il modo in cui essi sono stati influenzati dai cambiamenti climatici.

I ricercatori hanno scoperto che gran parte del fondo marino non è coperto di argilla ma da resti di microfossili. Per sottolineare l’ampiezza dei dati, la ricercatrice Adriana Dutkiewicz ha collaborato con gli esperti del National ICT Australia (NICTA) per sviluppare una mappa interattiva. L’ultima mappa completa risaliva agli anni 70.

“Per capire i cambiamenti climatici negli oceani – spiega Dutkiewicz- abbiamo bisogno di conoscere meglio ciò che a livello geologico si è preservato nei fondali marini”. Il fondo marino che hanno trovato è complesso, profondo e coperto di resti microfossili. Secondo la mappa, che mostra un alone di luce blu in Australia, il fondo del mare è in gran parte costituito da fango calcareo, che è un fango carbonato di calcio formato da organismi fluttuanti. Il team di ricerca ha messo ora gli occhi sul rapporto tra questa parte del fondo dell’oceano e le acque superficiali per capirne il significato.

La nuova nave da ricerca in Australia è nella posizione ideale per studiare ulteriormente l’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione di diatomea, la forma più comune di fitoplancton. La vecchia mappa suggerisce che gran parte dell’Oceano Meridionale è principalmente coperta da argilla portata fuori del continente, mentre la nostra mappa mostra che l’area è in realtà un complesso mosaico di resti microfossili. La vita nell’Oceano del Sud è molto più ricca di quanto si pensasse. La mappa digitale arriva dopo uno studio di riferimento nel 2014, quando i ricercatori della University of California, San Diego, utilizzarono i satelliti per studiare le montagne sottomarine che si trovano sotto miglia di sedimenti sul fondo dell’oceano. Lo studio 2014 ha messo a nudo la mancanza di informazioni sulle strutture tettoniche sepolte.

“Il fondo dell’oceano profondo è un cimitero di resti fossili di creature marine microscopiche chiamate fitoplancton, che prosperano nelle acque di superficie illuminata dal sole. La composizione di questi resti può aiutare a decifrare la risposta passata degli oceani ai cambiamenti climatici.”

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