Tagli Sanità: Lorenzin, prematuro lanciarsi in pure congetture prive di fondamento

Il Ministro dela salute Beatrice Lorenzin, dichiara: “Le misure ipotizzate stamattina dal Messaggero su risparmi e tagli al Servizio Sanitario Nazionale non corrispondono a realtà. I tecnici del Ministero della Salute stanno lavorando su un ventaglio di proposte da sottoporre al Ministro nei primi giorni di settembre, ed è assolutamente prematuro lanciarsi in pure congetture prive di fondamento.

Il Ministro Beatrice Lorenzin alla fine di questo lavoro istruttorio vorrà confrontarsi con gli operatori e le associazioni dei pazienti prima di emanare il provvedimento. L’obiettivo deve essere quello di evitare gli sprechi determinati dalla medicina difensiva come voluto dalle Regioni, garantendo al contempo la centralità del medico, la cura del cittadino, rafforzando le misure di prevenzione”.

Ma il ministro non è distratto, dichiara Paola Taverna del M5s, infatti pensa di tagliare a partire dal 2015 2 miliardi e 300 milioni di euro e arrivare al 2017 quando saranno tagliati al Servizio Sanitario nazionale ben 10 miliardi. I tagli maggiori sono fatti sulle prestazioni, che sarà il ministro a ritenere più o meno appropriati. Succede che i medici che prima in base alla vostra patologia vi segnavano più o meno analisi e ricoveri, oggi se il ministro deciderà che per quella patologia la prestazione non è appropriata, taglierà lo stipendio al medico, che ovviamente se tu vai e hai una colica renale si guarderà bene dal prescriverti un’ecografia se il ministro ha deciso che non è appropriata. Così decidi di andare in ospedale e pagartela da solo oppure di tenerti il dolore e tornartene a casa. Questo succederà per tutto: radiografia, Tac, risonanze magnetiche, analisi cliniche. Come può un ministro sostituirsi a un medico e decidere tramite un decreto, in base alla vostra patologia, di quali analisi e di quali visite mediche voi avete bisogno? Cari anziani, i tagli saranno fatti anche sugli ospedali, perché se siete in un paese con un ospedale che ha solo 40 posti letti, i ricoveri sono azzerati. In compenso tolgono 10 miliardi sulla nostra pelle ma danno 30 milioni al Giubileo che si svolgerà a Roma: Mafia Capitale, abbiamo visto quello che ci hanno fatto con i soldi. Signori, non permettete che facciano questo sulla nostra pelle, la sanità e la salute sono un diritto di tutti, mandiamoli a casa e riprendiamoci i nostri diritti, conclude Taverna.”

Sugli esami non una scure che taglia di netto ma sì o no al rimborso secondo la condizione di salute del paziente. Come già avviene per i farmaci. Ciò significa che per chi è colpito da una particolare patologia, uno specifico test è gratuito mentre per chi non ha fattori di rischio, è obbligatorio il pagamento. Per mettere un freno al cosiddetto “consumismo sanitario” potrebbe essere introdotto un meccanismo secondo il quale in caso di più accertamenti i successivi restano a carico del servizio sanitario solo se il primo indica che sono necessari per arrivare a disegnare nel modo corretto la diagnosi. O per verificare l’effetto di una terapia.

Se, per esempio, le analisi per misurare il colesterolo o i trigliceridi dovessero essere ripetuti senza che vengano evidenziati allarmi specifici l’accertamento sarà a carico del cittadino. Ancora un esempio: non sarà possibile fare l’antibiogramma (un esame che permette di valutare se un batterio è sensibile ad un determinato antibiotico) se l’urinocultura fatta in precedenza non ha evidenziato valori non nella norma. I test genetici saranno rimborsati sono nel caso in cui venga diagnosticata prima una malattia ereditaria.

Super revisione anche per Tac, risonanza magnetica ed ecografie. Prescrizioni contingentate e su misura. Solo in casi di effettiva necessità visto il costo di questi accertamenti. Al medico di base verrà consegnato il nuovo protocollo, dovrà attenersi scrupolosamente a questo pena la riduzione del suo stipendio. Inutile insistere con il dottore di base per avere questo o quell’esame. Dirà di no. Come oggi dice no se chiediamo un farmaco non previsto per la nostra patologia. Il medico potrà evitare le sanzioni in caso di prescrizioni inappropiate motivando le proprie decisioni.

La Tac sarà a pagamento, per esempio, se si vuole verificare la presenza di un’ernia mentre la risonanza non sarà gratuita se il paziente ha solo un semplice mal di schiena. E no risonanza al ginocchio per gli over 65. Possibile stretta in arrivo anche per gli esami e le ecografie durante la gravidanza. È stato lo stesso ministro della Salute a parlare di risparmio dalle donne in attesa. Che sono cinquecentomila l’anno. «Si abbonda ingiustificatamente in prescrizioni», ha sentenziato qualche mese fa Beatrice Lorenzin. Gli accertamenti, dunque, verranno contingentati e modulati secondo le condizioni della paziente e del bambino. Chi vorrà sottoporsi ad altri test dovrà pagarli di tasca propria.

Ricoveri sempre più brevi per diverse patologie. Che siano reparti di medicina o chirurgia. Due o tre giorni in più in corsia vogliono dire miliardi. Il progetto non è nuovo. Prevedeva che l’uscita dei pazienti dall’ospedale fosse facilitata dalla presenza di servizi di assistenza nel quartiere come le cure domiciliari. Ma, solo in poche Regioni, si è raggiunta questa continuità dalla corsia a casa. Quei trattamenti che fino ad oggi prevedevano un ricovero, dovranno riconvertirsi in day hospital o in regime ambulatoriale.

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