Alzheimer: i malati sono in aumento, da Verona una speranza contro le placche di beta-amiloide

I malati sono in aumento, ogni 3,2 secondi una persona nel mondo si ammala di demenza senile. Le famiglie purtroppo ancora non sono adeguatamente informate e supportate e soprattutto l’esito dei trattamenti farmacologici il più delle volte, genera difficoltà di gestione dei pazienti stessi e quindi innesca un meccanismo contorto di malessere dei malati e dei familiari, di insoddisfazione dei familiari che tentano di capire, di aiutare il proprio caro, ma non sempre vengono in questo sostenuti ed i bisogni crescono, come quello di essere assistiti a domicilio e di essere ascoltati da qualcuno competente e non giudicante.

In occasione della XXII Giornata mondiale dell’Alzheimer,  l’Associazione SOS Alzheimer, impegnata dal 2004 nell’assistenza a pazienti e familiari, presenta all’Auditorium del Ministero della Salute il Convegno annuale dedicato alla malattia di Alzheimer: “I numeri della demenza di Alzheimer in Italia. La riorganizzazione delle U.V.A.. Dalla diagnosi all’assistenza”.

Il Convegno vuole fotografare lo stato delle strutture presenti sul territorio, descrivere i servizi offerti a pazienti e familiari e intende rendere pubblici, studi e ricerche per la cura del Morbo di Alzheimer. Per questo si arricchisce di presenze di insigni specialisti del mondo della Medicina Generale, della Neurologia, della Geriatria e della Psicologia. La Tavola rotonda intende fornire i numeri reali della demenza nel Mondo e in Italia anche alla luce del Rapporto mondiale Alzheimer 2015 “L’impatto globale della demenza: un’analisi di prevalenza, incidenza, costi e dati di tendenza” di Alzheimer’s Desease International e vuole distinguere i malati di demenza di Alzheimer dai pazienti affetti da disturbi legati a demenze per lo più vascolari, ma, soprattutto, vuole offrire da parte degli specialisti la realtà clinica, farmacologica ed assistenziale dell’universo Alzheimer.

Un nuovo studio condotto dall’Università di Verona, e pubblicato sulla prestigiosa rivista statunitense Nature Medicine, fornisce un contributo fondamentale nella conoscenza della genesi dell’Alzheimer, gettando luce sul ruolo inaspettato delle cellule del sistema immunitario, i globuli bianchi (chiamati anche leucociti), nell’induzione della patologia. In tutte le malattie infiammatorie, un processo fondamentale è rappresentato dalla migrazione dei globuli bianchi dai vasi sanguigni nei tessuti, dove si sviluppa il processo patologico. Mentre nelle infezioni questo processo è essenziale per la difesa dell’organismo dall’agente patogeno, nel caso delle malattie infiammatorie “sterili”, e quindi non dovute ad infezioni, la migrazione dei leucociti ha un ruolo patologico provocando un importante danno tessutale.

“E’ stato scoperto che i neutrofili sono coinvolti nell’induzione della patologia in modelli sperimentali di Alzheimer ed è stata svelata la presenza di neutrofili nel tessuto cerebrale proveniente da autopsie effettuate su pazienti con Alzheimer” spiega Gabriela Constantin, docente di Patologia generale del dipartimento di Patologia e diagnostica dell’Università di Verona. Lo studio scientifico ha inoltre identificato l’integrina LFA-1 (Leukocyte Function-Associated Antigen-1), una proteina presente sui neutrofili, in grado di mediare l’adesione di questi globuli bianchi alla parete dei vasi sanguigni e la loro successiva migrazione nel cervello. Il blocco terapeutico dell’LFA-1 è stato in grado di ridurre notevolmente la formazione di aggregati di materiale proteico formato da amiloide e tau che caratterizzano la malattia dal punto di vista neuropatologico e di impedire lo sviluppo del deficit cognitivo in modelli sperimentali di malattia di Alzheimer.

L’associazione SOS Alzheimer fornirà anche i dati dei consumi stimati da Federfarma nel 2014 sull’uso dei farmaci prescritti per la cura dei disturbi legati alla demenza. Il Convegno gode dei Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Salute, del Consiglio regionale del Lazio, di Roma Capitale, della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – Regione Lazio, della FIMeG, di Federfarma, del Centro per la Pastorale Sanitaria del Vicariato di Roma, del CESV e dell’UGIS.

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