Attacco al cantiere No Tav, questa volta sono tutti over 60 – video

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Scontri tra manifestanti No Tav e polizia a Chiomonte (Torino), questa notte 22 luglio 2011. Torna la tensione a Chiomonte, la localita' della Valle di Susa dove si sta lavorando alla linea ferroviaria ad alta velocita' Torino-Lione. Piu' di seicento manifestanti hanno dato vita ad una guerriglia contro le forze dell'ordine con sassaiole e lancio di petardi. Gli agenti di polizia hanno risposto con lacrimogeni e utilizzo di idranti. ANSA/DI MARCO

Ieri sera, poco dopo la mezzanotte un gruppo di no tav ha portato un nuovo attacco al cantiere del tunnel geognostico. Fuochi artificiali e petardi sono stati lanciati oltre le recinzioni. Lo rende noto ‘notav.info’, il sito realizzato per diffondere notizie sull’evolversi della vertenza che riguarda la realizzazione della TAV. Questa volta gli “arrestati” sono tutti over 60 con alcuni picchi che sfiorano gli 80.

I giovani no tav invece sono al presidio di Venaus che attendono notizie e svegliano i genitori e gli avvocati nel pieno della notte. Dopo alcuni consulti, forse anche coinvolgendo la procura della repubblica di Torino le forze di polizia hanno così scelto di rilasciare tutti i fermati, nonostante l’azione sia stata identica a quella che ha portato sabato scorso all’arresto di otto giovani no tav. Troppo scomodo politicamente l’arresto di una persona anziana? O troppo scomodo ammettere che anche nove anziani possono fare alcuni km di sentieri, travisarsi, lanciare cosa vogliono all’interno del cantiere ed essere fermati solo perchè di loro iniziativa scelgono di non fuggire? La verità non la sapremo mai ma ad entrambe le nostre domande rispondiamo sì, è scomodo far vedere al mondo che in val di Susa resistono tutti e che tutti i soldi, milioni di euro ormai, spesi in infrastrutture di sicurezza (migliaia di metri di recinzioni) e forze di polizia sono inutili.

Dopo questa notte possiamo dirlo con certezza, tutti possono partecipare alla resistenza no tav!Per impedire un immenso spreco di denaro pubblico. Per impedire la devastazione di un territorio intero. Per destinare questa ricchezza o questi sforzi verso chi ne ha veramente bisogno. Dalle infrastrutture utili come le scuole alla messa in sicurezza idrogeologica per arrivare alle decine di migliaia di migranti che ogni giorno con difficoltà giungono in Europa.