Diffida alla Volkswagen: Altroconsumo, risarcire i consumatori, nuova class action

Altroconsumo diffida formalmente Volkswagen con una lettera inviata oggi al management della sede italiana della casa automobilistica a Verona. Lettera inviata anche alla sede di Berlino e alle sedi in altri Paesi europei, come Spagna, Belgio, Portogallo grazie al network  europeo di organizzazioni di consumatori. La diffida preannuncia una nuova class action con raccolta adesioni via www.altroconsumo.it.

La condotta illecita ammessa anche sul parco auto in Europa  – aver alterato i risultati delle prove di omologazione, registrando e dichiarando emissioni di NOx, inferiori sino a 40 volte rispetto a quelli reali – ha infranto norme in materia di omologazioni delle autovetture, di tutela dei consumatori e di tutela ambientale.

I consumatori hanno acquistato automobili con caratteristiche inquinanti  non conformi a quelle presentate e promosse al pubblico, anche attraverso la rete di vendita, nei contratti, nella documentazione informativa e promozionale, nelle campagne pubblicitarie. Sempre più spesso sono tenute in considerazione le caratteristiche inquinanti delle automobili al momento dell’acquisto. I dati alterati hanno orientato, condizionandole, le scelte di consumo, non solo ingannando gli acquirenti ma anche tramutandoli in nuovi untori che hanno inconsapevolmente provocato danni ambientali. Di questi Altroconsumo si riserva di chiedere conto alla Volkswagen anche in sede penale.
Sul fronte tecnico Altroconsumo si rende disponibile a rilanciare l’attività di testing sulle auto, tutti i brand compresi – come garante di indipendenza e terzietà.

Queste le 6 richieste formali di Altroconsumo alla casa tedesca, in rispetto del Codice del Consumo:

1.       l’immediata comunicazione – a mezzo ogni adeguato canale di informazione – dei dati relativi alle reali emissioni di NOx di tutti i modelli interessati dalla condotta illecita denunziata e di ogni altro dato che, sin qui, fosse stato misurato e dichiarato attraverso analoghi meccanismi di alterazione delle procedure – pubbliche e private – di misurazione;

2.       l’immediata cessazione di ogni alterazione e manipolazione, in fase di omologazione, a mezzo del suddetto software o attraverso espedienti analoghi o simili a quelli già rilevati e non contestati, di qualsivoglia dato o informazione relativo alle caratteristiche delle autovetture vendute;

3.       il contestuale impegno di esimersi dall’immettere ulteriormente nel mercato automobili, per i motivi sopra descritti, evidentemente aventi caratteristiche difformi da quelle promesse, dichiarate e/o pubblicizzate ai consumatori;

4.       l’immediata ed esatta indicazione di quante e quali automobili già vendute in Italia hanno installato il suddetto software, quali sono i modelli e le versioni e da quando è iniziata la loro immissione nel mercato;

5.       l’immediata attivazione in favore di tutti i consumatori acquirenti delle autovetture interessate dalla condotta illecita in oggetto di adeguati rimedi consistenti, ove possibile nella modifica – previa nuova omologazione dell’autovettura – del veicolo così da renderlo conforme alle caratteristiche dichiarate o nella sua sostituzione con altro veicolo rispondente a tali caratteristiche o nella restituzione del relativo prezzo, dandone contestualmente precisa e dettagliata informazione scritta ai singoli acquirenti;

6.       in ogni caso l’attivazione di un’adeguata procedura di risarcimento dei consumatori coinvolti in relazione a tutte le varie voci dei danni sopra descritti da loro subiti.

Se tra 15 giorni non saranno accolte Altroconsumo www.altroconsumo.it procederà con la class action.

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