Expo: Nuove tecnologie e rischi di disturbi dell’alimentazione- video

Con l’avvento della tecnologia nell’era moderna, non si riesce a staccare per più di un minuto lo sguardo dagli schermi di smartphone e tablet e non si rinuncia ad essere connessi ad internet continuamente. Ci sono poi bambini, adolescenti e ragazzi che a volte ne abusano in momenti inopportuni, come colazioni, pranzi o cene in famiglia, i cosiddetti “momenti di ritrovo. E’ un fenomeno sempre più diffuso anche tra gli adolescenti italiani: si stima che 1 su 3 non riesca a fare a meno del cellulare o della consolle quando mangia.

“Ormai è talmente diffuso che non ci sorprende più vedere, al ristorante o quando siamo ospiti, famiglie in silenzio con genitori e figli alle distratti dal cellulare. Studi internazionali stimano che 1 adolescente su 3 ha questa abitudine e, purtroppo, la statistica è in crescita. Questi comportamenti mettono a rischio la salute dei giovani e aprono la strada ai disturbi alimentati”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Guido Orsi dell’Ordine degli psicologi del Lazio.

Orsi è relatore dell’evento ‘Nuove tecnologie e rischi di disturbi dell’alimentazione’, promosso oggi dal ministero della Salute all’Expo di Milano. “I dispositivo portatili (dal cellulare alle consolle per videogiochi) – spiega Orsi – inducono un abbassamento della consapevolezza di cosa e quanto si mangia. Spesso i giovani sono talmente immersi e dipendenti dal mondo digitale che si dimenticano di ciò che c’è nel piatto o consumano ‘junk food’ a ripetizione. Ecco che aumenta il rischio dell’obesità e dei disordini alimentari”.

Ma quali sono i sintomi della dipendenza degli adolescenti dalle nuove tecnologie? “Nel ragazzo c’è un continua necessità di stare sempre in rete – risponde Orsi – se non ci riesce, diventa nervoso e aggressivo fino a quando non trova il modo di collegarsi al web. Inoltre molti perdono la cognizione del tempo durante le ore passate davanti ai videogiochi e questa condizione può avere effetti sull’appetito, modificando la sensazione di fame o sete. Inoltre può subentrare, se il giovane è ad esempio alle prese con il finale di un videogioco, la fame emotiva – aggiunge che porta a consumare la prima cosa che capita. Spesso non è cibo salutare ma ‘junk food’. Se il fenomeno si ripete, dura a lungo e diventa un’abitudine ecco che l’alimentazione e il benessere del ragazzo ne risentono”.

Se a prima vista i genitori e gli insegnati possono sembrare ‘disarmati’ di fronte a questo fenomeno della dipendenza dei ragazzi dagli strumenti tecnologici, secondo lo psicologo ci sono alcune ‘armi’ che possono frenare l’invadenza di smartphone, tablet e consolle: “Mettere un freno e, secondo la mia opinione, vietarne l’uso a scuola – avverte Orsi – A fronte di questo giro di vite che può apparire drastico, occorre anche spiegare ai giovani, come abbiamo fatto oggi, a cosa vanno incontro quando rimango attaccati ai display per ore: cala il rendimento scolastico e l’attenzione necessaria per studiare. Loro ci ascoltano e sono sempre interessati a capire”.

Qualche colpa però ce l’hanno anche i genitori: “Per molti il cellulare, il tablet e la consolle sono un toccasana – osserva Orsi – perché il genitore si sente disimpegnato dal proprio ruolo, che viene delegato allo strumento ‘hi tech’, ma non capisce che ciò fa del male al rapporto con il figlio, che si rifugia nella comunicazione virtuale sui social, con tutte le conseguenze negative che questo può comportare”

Lo spot – Una tranquilla cena a casa tra mamma, papà e due fratelli viene disturbata da alcuni messaggi ricevuti via cellulare dai ragazzi, che non esitano a rispondere immediatamente. Il papà si infastidisce un po’ ma decide di reagire in modo singolare, divertente ed ironico ma anche efficace ed educativo per le nuove generazioni… scoprite come si è comportato guardando questo video!

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