Internet durante l’orario scolastico? Ocse, servono qualità, esperienza e preparazione insegnanti

Far usare di più Internet durante l’orario scolastico non porta necessariamente un miglioramento nelle capacità di utilizzo da parte degli allievi. Impariamo a usare lo smartphone prima delle matite colorate, e preferiamo i tablet alle Barbie e al biliardino. Italiani piccoli geni dell’informatica? Macché, siamo ancora una volta in ritardo rispetto ai paesi esteri. E’ ciò che emerge dall’ultimo focus Pisa Ocse intitolato “Students, Computers and Learning”. Di certo poi scuola non aiuta, visto che anche per uso di tecnologia in classe ci troviamo al di sotto della media Ocse. La sorpresa? Siamo tra i più bravi nel digital reading, veri divoratori di testi elettronici. L’articolo di Skuola.net.

INTERNET E PC? A TEMPO DEBITO – Cosa hanno in comune Danimarca, Finlandia, Svezia ed Estonia? Ragazzini di 6 anni già davanti al pc a navigare sul web. Sono i paesi dove gli studenti si approcciano prima alle meraviglie del digitale. La media Ocse è però un po’ più alta, intorno ai 9 anni. Gli Italiani? Cominciano più tardi e si collocano al 31° posto per il primo uso autonomo del pc. Addirittura al 36° per il primo accesso ad internet.

LA SCUOLA IN RITARDO – La situazione non migliora andando a scuola, visto che per l’uso delle tecnologie in classe siamo ancora al di sotto della media e ci collochiamo 23esimi. Prima di noi anche Grecia e Spagna, ben al di sopra al 10° e all’11° posto. Per quanto riguarda la dotazione di computer a scuola, ben poco è cambiato tra il 2009 e il 2012 e continuiamo ad essere tra gli ultimi paesi Ocse. Stesso discorso per internet: sotto di noi solo Giappone, Messico, la zona cinese di Shangai e Costa Rica.

ECCEZIONALI LETTORI – Nonostante i costanti ritardi, i nostri risultati per quanto riguarda il digital reading, la lettura digitale, sono al di sopra delle aspettative. Tra chi ha realizzato i punteggi migliori, gli studenti italiani conquistano il 15° posto superando il limite dell’onta, la media dei paesi Ocse. Cosa vuol dire “digital reading”? La lettura di testi elettronici, sul web o sugli appositi reader, con tutto ciò che questo comporta: la capacità di gestire diversi input e fonti, di navigare tra indici e menù, di seguire link e i diversi livelli del testo.

ALTA VELOCITA’ – Questo tuttavia era il mondo nel 2012, momento in cui i dati del rapporto sono stati raccolti. In questi anni il mondo è cambiato alla velocità in cui è cambiata la rapidità della connessione dei nostri device, dello scambio di informazioni e dati tramite smartphone, social network & co. Gli italiani possono ancora sorprendere.

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