La “buona pesca”: Nasce all’Expo la carta d’impegni per la qualità dei prodotti del mare

Una carta d’impegni per la qualità dei prodotti del mare, allo scopo di promuovere e qualificare i prodotti della pesca artigianale italiana, è stata firmata ieri all’Expo a Milano. L’iniziativa, promossa da Legambiente e Federparchi-Europarc con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, nasce da una approfondita riflessione sul ruolo fondamentale che il settore della piccola pesca sta rivestendo a livello ambientale, culturale e per la qualità del prodotto, in un periodo per il mondo della pesca che è certamente tra i più critici e delicati degli ultimi anni.

Se da un lato, infatti, c’è una pratica di pesca intensiva, che sfrutta la risorsa mare preferendo quantità a qualità, dall’altro c’è chi è attento alla conservazione della biodiversità marina e utilizza tecniche produttive eco-compatibili e selettive che spesso si affiancano a tradizioni e conoscenze secolari. Spesso le migliori esperienze in materia di “buona pesca” nascono dalla collaborazione tra mondo della pesca artigianale e aree marine protette e passano attraverso la valorizzazione della filiera corta e di specie ittiche meno conosciute, alimentando un modello sostenibile ed economicamente remunerativo di gestione del settore.

Proprio per rilanciare questa solida intesa tra mondo della pesca artigianale e delle aree protette Legambiente e Federparchi – Europarc hanno promosso la sottoscrizione della carta tra amministratori centrali e locali, imprenditori e operatori del settore, gestori di aree marine protette, rappresentanti di associazioni ambientaliste, enti di ricerca e cooperative della pesca.

In particolare si richiede un impegno a promuovere i prodotti di qualità del mare attraverso percorsi di tracciabilità, valorizzazione della filiera corta e delle produzioni legate al territorio; diffondere e sostenere le tecniche di pesca artigianale più sostenibili; favorire percorsi condivisi che rafforzino la collaborazione tra amministrazioni locali, enti gestori di aree marine protette, operatori della pesca e imprenditori del mondo della ristorazione e della vendita al dettaglio del pescato;

Inoltre: denunciare e combattere la pratica della pesca illegale, in particolare quella praticata dai cosiddetti “pseudosportivi” che con attrezzi professionali sottraggono risorse e mercato alla piccola pesca artigianale; sostenere l’innovazione nelle tecniche di pesca artigianali e nell’attività di trasformazione del prodotto pescato; favorire la crescita e la diversificazione della professione fra i pescatori artigianali e l’integrazione del reddito che può derivare da altre attività (pescaturismo, piccola ristorazione, ecc.).

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