Papa Francesco al Congresso statunitense, “Importante discorso per una giustizia climatica”

Commentando il discorso che Papa Francesco ha tenuto davanti a una sessione plenaria del Congresso degli Stati Uniti, Annie Leonard, Direttrice Esecutiva di Greenpeace USA, ha dichiarato.

“Le parole di Sua Santità Papa Francesco sono una chiamata a raccolta, affinché tutti abbandonino le politiche di parte, per concentrarsi su ciò che ci unisce, attraverso un dialogo aperto”. Durante il suo discorso, Papa Francesco ha sottolineato come ci sia necessità di un confronto inclusivo, perché la sfida ambientale che stiamo vivendo, e le sue cause umane, ci riguardano e ci toccano tutti.

“Condividiamo la responsabilità di difendere il nostro Pianeta, e abbiamo il dovere di agire in nome di chi è più esposto agli impatti dei cambiamenti climatici e che, pur avendo contribuito di meno a causarli, ha anche minori capacità e risorse per adattarsi”, continua Leonard. “La leadership di Papa Francesco e il suo richiamo a una giustizia climatica sono di profonda ispirazione per noi tutti. Nessuno può comprendere gli effetti devastanti che derivano dallo sfruttamento dei combustibili fossili più delle comunità che subiscono gli impatti dell’inquinamento dovuto all’utilizzo di carbone, al fracking e alla produzione di petrolio, o di chi vive sotto la minaccia di tifoni, siccità e uragani. Una presa di posizione che rappresenta una sfida per il Presidente Obama e per il Congresso, chiamati a mostrare coraggio e a non limitarsi a ciò che è politicamente possibile ma a spingersi verso ciò che è scientificamente necessario.

Secondo il WWF  le sue parole non devono essere solo ascoltate, ma anche seguite, agendo con coraggio e lavorando tutti insieme per il bene comune. Questo bene comprende il nostro pianeta con le sue terre, gli oceani, i fiumi, le foreste e la straordinaria ricchezza di forme di vita, ovvero, la biodiversità.

Solo attraverso un’azione coraggiosa potremo evitare di trasmettere alle generazioni future le grandi sfide di oggi, inclusa la minaccia del cambiamento climatico. Il nuovo piano condiviso per lo sviluppo sostenibile deve consentire al mondo di agire insieme. Oggi il più grande nemico delle persone, delle comunità e dell’ambiente è l’egoismo. Nella storia, le fedi religiose sono spesso state una guida nel cammino di molti esseri umani verso le aspirazioni più alte e altruistiche; è significativo, come ha sottolineato il Papa, che tutte le fedi invitino a un profondo rispetto per l’ambiente e la natura.

Al di là del credo di ciascuno, dobbiamo vivere in armonia con la natura, dare valore alla natura stessa e trattarla con il rispetto che merita, così come dobbiamo rispetto e giustizia agli altri esseri umani se vogliamo tendere al bene e non alla distruzione. I legami inscindibili tra ambiente ed equità sono la base degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile: i leader della Terra nell’adottarli possono agire per un futuro sostenibile, se agli impegni seguiranno i fatti, a cominciare dalla conferenza di Parigi sul Clima a dicembre, nella quale deve essere approvato un accordo globale che desideriamo sia davvero efficace e giusto.

E sull’approvazione del piano “TRANSFORMING OUR WORLD: THE 2030 AGENDA FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT” da parte dei 193 paesi delle Nazioni Unite che oggi lo hanno adottato formalmente al World Summit on Sustainable Development a New York, Yolanda Kakabadse Presidente del WWF Internazionale ha dichiarato:

“Le decisioni governative di cambiare le regole del gioco a favore delle persone e dell’ambiente capitano molto raramente e mai prima ciò è avvenuto su questa scala e con questo livello di ambizione. La decisione di oggi è una questione di sopravvivenza. Si tratta di un momento epocale che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui trattiamo il nostro pianeta e l’umanità intera.

Tutti noi ora abbiamo in mano il testo dell’Agenda 2030 e insieme possiamo renderla una realtà – un messaggio sottolineato dal Santo Padre Francesco nel suo discorso all’Assemblea generale poco prima dell’accordo formale di tutti i 193 stati membri. Ora i leader mondiali devono sostenere questo coraggio politico nei loro paesi e fare le scelte giuste, impegnandosi in una revisione economica, sociale e ambientale totale.
La celebrazione odierna deve tradursi rapidamente in atti concreti. Perchè questi obiettivi diventino una realtà, i decisori devono dimostrare che la loro intenzione di attuare l’Agenda 2030 e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile è reale e devono rendere i loro sforzi trasparenti attraverso una attenta revisione, un monitoraggio e un follow-up. Il risultato : il mondo si è oggi riunito e ha dimostrato che le soluzioni reali sono concepibili e realizzabili quando lavoriamo insieme e si mettono da parte gli interessi della politica a breve termine. Ora facciamo che questo accada insieme. “

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