Petizione Anp-Cia Toscana: oltre diecimila firme per aumentare le pensioni basse

In Toscana sono oltre 250.000 le persone che percepiscono meno di mille euro di pensione, e di queste 9.000 sono pensioni minime, cioè 500 euro. E’ una situazione socialmente insostenibile, eticamente inaccettabile: E’ una questione di giustizia sociale”, sottolinea Alessandro Del Carlo, presidente Anp Cia Toscana.

Sono già oltre diecimila le firme raccolte dall’Anp Cia Toscana per richiedere l’aumento delle ‘pensioni basse’. Tanti cittadini, lavoratori, giovani, rappresentanti di istituzioni, hanno aderito insieme ai pensionati alla petizione popolare che chiede di recuperare il potere d’acquisto delle pensioni basse, che negli ultimi anni hanno perduto oltre il 30% del loro valore. E c’è ancora un mese di tempo “tutto ottobre” per firmare la petizione dell’Associazione pensionati della Cia Toscana, che chiede un intervento migliorativo sulle pensioni.

La petizione – spiega l’Anp- è una piattaforma di rivendicazioni che riguarda tutti i pensionati e gli anziani, in particolare per quelli che risiedono nelle aree rurali e montane, che più di altri soffrono di carenza di servizi sociali e civili. Pensioni dignitose è la nostra rivendicazione principale; il trattamento minimo deve essere di 650 euro mensili come stabilisce la carta sociale europea. Ma anche una sanità pubblica e universalista organizzata sul territorio con servizi adeguati nelle aree rurali e montane; chiede una politica strategica verso la non autosufficienza per il sostegno economico e organizzativo alle persone e alle famiglie.

Al governo chiediamo di confrontarci e ascoltare le nostre rivendicazioni; gli chiediamo di intervenire sui mali che affliggono il paese, come l’evasione fiscale, la criminalità, la corruzione nella vita pubblica, i privilegi assurdi presenti in numerosi ambiti della nostra società. Tutte questioni negative per l’economica e le coscienze dei cittadini. In tutte le Cia provinciali -ricorda l’Anp Toscana- è possibile firmare la petizione fino al 31 ottobre: “Il nostro invito -conclude Del Carlo- è quello di sostenere ancora la nostra iniziativa, firmare per dare più forza alle nostre richieste, che sono le richieste di tutti noi”.

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