Rifare il letto poco dopo il proprio risveglio non è buona abitudine, ecco perchè

Gli acari sopravvivono tra le lenzuola ancora calde e asciutte, chi ha l’abitudine di rifare il letto poco dopo il proprio risveglio, permette agli acari di permanere tra le leunzuola a oltranza. Un recente studio della Kingston University ha scoperto che gli acari della polvere, responsabili della maggior parte delle patologie legate all’apparato respiratorio e causa primaria dell’asma.

L’acaro trova nei letti le condizioni ideali per la propria sussistenza, innanzitutto, grazie all’assenza di luce solare. Gli acari della polvere domestica sono infatti intolleranti alla luce del sole, e per questo motivo tendono ad annidarsi all’interno di materassi, cuscini, coperte e piumoni. Gli acari per crescere e riprodursi necessitano di ambienti relativamente caldi ed umidi. Nello specifico, trovano l’habitat ideale per la riproduzione e la crescita in presenza di una temperatura compresa tra i 20°C ed i 30°C ed un tasso di umidità superiore al 60%. Condizioni garantite costantemente dal nostro corpo durante la notte.

Lasciare il letto sfatto durante il giorno può rimuovere l’umidità dalle lenzuola e dal materasso, così gli acari si disidratano e alla fine muoiono”, ha suggerito il dottor Stephen Pretlove, a capo della ricerca, nata per far fronte all’emergenza delle malattie indotte dagli acari che ogni anno fa spendere alla sanità pubblica del Regno Unito la bellezza di 700 milioni di sterline.

Chi soffre di allergia alla polvere sa che l’unico rimedio efficace è la profilassi ambientale, che consiste nell’evitare luoghi e oggetti ad alta densità di polvere come i tappetti, le tende pesanti, la moquette, i peluche, i rivestimento in tessuto dei letti e i libri nelle camere da letto. Insomma, tutto ciò che rappresenta un ricettacolo per la polvere va evitato. Inoltre è fondamentale areare i locali, rimuovere la polvere quotidianamente e assicurare all’ambiente in cui si vive un’adeguata ventilazione. È per questo che la seconda parte della ricerca britannica, che si svolgerà prossimamente, consiste nell’osservare le abitudini quotidiane delle persone che soffrono di allergie da acar e gli ambienti in cui vivono.

Anche il professor Andrew Wardlaw, della Società Britannica Allergologia e Immunologia Clinica, concorda con i dati dello studio, anche se non mancano le perplessità. “È vero, gli acari per proliferare hanno bisogno di condizioni umide e non riescono a sopravvivere in condizioni climatiche troppo secche. Tuttavia, la maggior parte delle case nel Regno Unito sono sufficientemente umide per gli acari e trovo difficile credere che non fare il letto non abbia alcun impatto sull’umidità in generale”.

Le allergie colpiscono milioni di italiani. Uno degli allergeni più diffusi è proprio la polvere, che si trova praticamente ovunque. I soggetti allergici agli acari della polvere reagiscono con starnuti frequenti, lacrimazione anomala, congestione nasale e asma.

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