A Roma il 7-8 ottobre il secondo Forum Rifiuti

Tutto pronto a Roma  per la Seconda conferenza nazionale sulle emergenze e le opportunità nella gestione del ciclo dei rifiuti, che si terrà il 7 e 8 ottobre 2015. L’iniziativa è organizzata da Editoriale La Nuova Ecologia, Legambiente e Kyoto Club, con la partnership del COOU, Consorzio obbligatorio oli usati.

L’obiettivo che si propone questo forum è analizzare lo scenario italiano, le criticità e le vere potenzialità di un sistema virtuoso troppe volte sottovalutato, ma anche discutere insieme ad esperti del settore sulla green economy, sugli sviluppi della ricerca, sugli aspetti gestionali e sulle esperienze virtuose sperimentate in campo in questo settore.

La prima edizione del forum si era tenuta sempre a Roma nel giugno del 2014 e si era focalizzata sulla raccolta della frazione organica, emerso come il primo settore di recupero di rifiuti urbani in Italia negli impianti di compostaggio e di digestione anaerobica. Questo settore non solo porta vantaggi ambientali, con una considerevole riduzione delle emissioni di CO2, ma comporta anche benefici economici ed occupazionali, con un elevato numero di occupati nella filiera.

Tra i temi che saranno discussi quest’anno spiccano, invece, l’innovazione tecnologica, il ruolo delle istituzioni e le opportunità ambientali, economiche e sociali di una gestione sostenibile dei rifiuti. Infatti, dopo gli ultimi decenni, in cui la priorità è stata affrontare l’emergenza rifiuti in gran parte del territorio italiano, si può finalmente iniziare ad avere una visione più lungimirante della gestione del ciclo dei rifiuti, progettando nuove soluzioni, con un occhio di riguardo all’innovazione impiantistica e di prodotto, facendo di questo settore una vera e propria economia.

Il campo si amplia e l’orizzonte temporale viene spostato un po’ più in là, nell’attesa che l’innovazione costante diventi strutturale e non si debba più ricorrere a misure di emergenza e soprattutto nell’attesa di una omologazione territoriale che superi le disparità, possibilmente mirando a raggiungere gli esempi di comuni virtuosi, sempre più numerosi nel nostro Paese.

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