Aids: via libera ai test di Robert Gallo

Dopo 15 anni di studio il vaccino contro l’Hiv ideato da Robert Gallo, il co-scopritore del virus, verrà testato sull’uomo. Lo ha annunciato lo stesso ricercatore statunitense, che ora dirige l’Institute of Human Virology dell’università del Maryland, con un comunicato. Il test dovrà stabilire soltanto se il vaccino è sicuro e se suscita una risposta immunologica, durerà un anno e sarà effettuato su 60 volontari.

Il progetto è stato finanziato con 23 milioni di dollari dalla fondazione Gates e dall’esercito Usa. “Ci abbiamo messo così tanto – spiega Gallo – perchè abbiamo voluto prima fare una serie estesa di test sulle scimmie, poi abbiamo avuto i normali problemi cambiando il metodo di produzione per rendere il vaccino iniettabile nell’uomo e abbiamo dovuto lottare per i fondi. Volevamo il maggior numero di risposte possibili prima di iniziare i test clinici”. Il vaccino di Gallo si inserisce in una lunga serie di tentativi infruttuosi. Dal primo test del 1987 ci sono stati 100 trial clinici finanziati dall’Nih americana su almeno 50 formulazioni diverse. Fra i candidati c’è anche quello ‘italiano’, messo a punto da Barbara Ensoli dell’Iss, che secondo uno studio pubblicato lo scorso aprile su Retrovirology ha dato buoni risultati su persone già infette usato insieme alla terapia antiretrovirale.

La principale difficoltà nel realizzare un vaccino per l’Hiv sta nell’abilità del virus di ‘nascondersi’ nel sistema immunitario. Quello messo a punto da Gallo, che dirige l’Institute of Human Virology dell’università del Maryland e che ha anche fondato una start up per il suo sviluppo, ha come obiettivo una proteina che il virus ‘nasconde’ ed espone solo quando sta per attaccare una cellula sana, e dovrebbe stimolare il sistema immunitario prevenendo l’infezione.

Al momento nessuno dei vaccini sperimentati sull’uomo ha dato risultati apprezzabili, mentre diversi studi hanno confermato che la terapia antiretrovirale presa dalle persone sane abbassa molto il rischio di infezione. “Negli ultimi anni però è cambiata completamente la strada percorsa per il vaccino – spiega Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Iss -. Ora grazie alla biologia molecolare si è riusciti a ‘scoperchiare’ pezzi del virus che vengono nascosti, e ad usarli come obiettivo. Io penso che al vaccino si arriverà – aggiunge Vella, che fa parte del gruppo che scrive le linee guida dell’Oms sull’Aids – abbiamo sbagliato strada per troppi anni, poi umilmente qualcuno ha ricominciato da capo e ora si vedono i risultati, per ora solo sugli animali. Il vaccino serve, la terapia da sola non ce la farà a sconfiggere questo virus, nonostante i grandi progressi che abbiamo fatto anche in questo campo”. Ottimi risultati sono stati raggiunti durante la fase di sperimentazione del Tat vaccino italiano anti Aids.

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