Gli elefanti si ammalano raramente di cancro, ecco perchè

Gli elefanti si ammalano raramente di cancro e ora si è capito anche il perché. Uno studio condotto da un team di ricercatori della University of Utah e dell’Arizona State University ha fatto luce sul gene Tp53, noto soppressore tumorale, che protegge i pachidermi dalla moltiplicazione cellulare incontrollata e, quindi, dall’insorgenza di varie forme di cancro.

Secondo i risultati,  il DNA degli elefanti africani possiede 20 copie (quindi 40 alleli) di uno dei più potenti geni soppressori tumorali, noto come p53 (o TP53). Quello degli elefanti asiatici ne ha da 30 a 40 copie; quello degli esseri umani, una sola copia (due alleli). Quando una cellula subisce un danno genetico che la rende potenzialmente cancerogena, il p53 inibisce la sua divisione finché il guaio non è sanato, o ne incoraggia il suicidio per evitare che il danno si espanda.

Inoltre, hanno scoperto gli esperti, che gli elefanti possono mettere in moto un meccanismo molto più robusto per uccidere le cellule danneggiate che sono a rischio di diventare cancerose. Per capire come il gene agisca nei pachidermi, Joshua Schiffman, oncologo infantile dell’Università dello Utah, insieme al collega Carlo Maley, dell’Arizona State University, hanno sottoposto alcune cellule di elefante africano a radiazione ionizzante, scoprendo che queste avevano il doppio delle probabilità di morire per il danno riportato rispetto alle cellule umane. L’ipotesi è che le copie extra del gene p53 permettano alle cellule danneggiate di andare più facilmente incontro ad apoptosi (una sorta di autodistruzione programmata) prevenendo così la diffusione del tumore. I risultati sono coerenti con quelli di un altro studio sul tema condotto da Vincent Lynch, dell’Università di Chicago.

Quel che è certo è che la strategia funziona. Meno del 5% degli elefanti, secondo i dati raccolti nei due studi, muore di cancro; negli esseri umani, questa percentuale può arrivare al 25%. Il prossimo passo sarà capire se e come questa scoperta possa essere utile nella ricerca oncologica umana. A intervenire favorevolmente sulla salute dei pachidermi potrebbe esserci, però, anche un naturale rallentamento delle attività metaboliche negli animali di grandi dimensioni, che influisce sul ritmo di divisione cellulare. Oltre agli elefanti, anche alcuni tipi di ratti e di balene hanno sviluppato ‘stratagemmi’ naturali contro i tumori. Il regno animale contiene indubbiamente informazioni che potrebbero aiutare a portare a cure per molte malattie umane .

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