Infleunza 2015, le previsioni: 4 virus metteranno a letto 5 milioni di italiani

L’autunno è appena iniziato e già si parla della nuova influenza che quest’anno si prevede metterà a letto dai 4 ai 5 milioni di italiani (tutto dipenderà dall’andamento delle temperature, che più saranno rigide e prolungate e più la favoriranno). La nuova influenza sarà caratterizzata da tre virus, di cui il noto virus A (H1N1) dell’influenza suina e tre nuove varianti genetiche (la variante H3N2 chiamata Victoria, virus B/Phuket e, forse, anche un altro virus B/Brisbane) .

A fare la previsione è Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di scienze biomediche per la Salute dell’università degli Studi di Milano, intervenuto oggi nel capoluogo lombardo a un incontro organizzato da Assosalute, sul tema dell’influenza e su come difendersi. Non è facile dire quando ci sarà il picco – spiega l’esperto – però alcuni studi relativi alla combinazione di fenomeni meteorologici indicano che l’influenza scatta quando la temperatura si abbassa e rimane per alcuni giorni bassa e tipicamente questo accade dopo Natale, complici anche i viaggi, baci e abbracci delle Feste”.

Ma i virus dell’influenza stagionale non saranno i soli a circolare: con l’inverno alle porte e la complicità delle temperature ‘ballerine’, oltre 200 ‘cugini’ sono pronti a tornare all’attacco. Variamente mescolati, dai rinovirus fino ai più temibili adenovirus e coronavirus, dagli enterovirus fino ai virus parainfluenzali. “Si stima che altri 8-10 milioni di persone dovranno farvi i conti. Per un totale dunque di 13 milioni circa – comprese le ‘prede’ dell’influenza – alle prese con sintomi vari, dal naso chiuso alla febbre, fino ai disturbi gastrointestinali”, elenca Pregliasco.

Tecnicamente però, ricorda il virologo, si può parlare di ‘vera’ influenza solo se ci sono 3 condizioni insieme: febbre sopra i 38° a insorgenza brusca, sintomi sistemici come dolori muscolari e articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola o mal di gola. “Non c’è da preoccuparsi per i malanni di stagione – precisa Pregliasco – ma non si dimentichi che un 5-10% di casi ha strascichi, con ospedalizzazioni e in alcuni casi morti. Solo che spesso l’influenza sparisce nelle notifiche” delle cause di decesso. L’esperto rilancia l’appello alla vaccinazione, “minata dal lavoro dal basso di alcuni blog. Nella scorsa stagione abbiamo registrato un -26% di vaccinati su un trend già in diminuzione”.

L’iniezione scudo, continua, è “un’opportunità per tutti, e diventa un salvavita per le persone fragili, over 65 e malati cronici, a rischio complicanze. Per loro aspiriamo alla totale copertura. Il ricorso all’automedicazione responsabile è da considerarsi complementare, utile per attenuare i sintomi senza azzerarli, consultando il medico se non si migliora dopo 4-5 giorni. Tra i farmaci più usati gli antistaminici contro gocciolamento nasale, starnuti e congiuntivite; i vasocostrittori contro il naso chiuso; i colluttori o le pastiglie contro il mal di gola; sedativi, fluidificanti e mucolitici contro la tosse; antinfiammatori contro dolori e febbre”. Gli antibiotici invece, conclude, “non vanno assunti all’inizio ma dietro prescrizione se presenti sintomi di sovrainfezione batterica”.

Attenzione anche alle sindromi simil-influenzali, che come spiega Pregliasco “sono dovute ad altri 260 tipi di virus” e potrebbero colpire dagli 8 ai 10 milioni di italiani. “Se l’inverno sarà ‘ballerino’ – aggiunge – allora saranno di più i casi di simil-influenza, come già avviene in questo momento dove non c’è ancora la vera influenza ma ci sono già i virus ‘cugini’, con manifestazioni cliniche meno pesanti”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie