Maker Faire, boom di presenze: superati centomila visitatori in tre giorni

Un vero e proprio boom quello di Maker faire, l’evento che ha trasformato la città universitaria della Sapienza in un’enorme area hi-tech tra robot, droni, innovazioni informatiche e avveniristiche stampanti 3D.

Seicento stand, oltre settecento invenzioni e, soprattutto, un numero impressionante di visitatori. Ben centomila quelli che nella tre giorni della città universitaria della Sapienza hanno affollato i padiglioni. Cifre che hanno battuto il record dello scorso anno al Parco della Musica, quando si registrarono 90mila presenze. Maker faire, dunque, si conferma come uno degli eventi che in assoluto sono tra i più apprezzati e seguiti nella Capitale.

Soddisfatto – e non potrebbe essere altrimenti – Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio, tra i principali promotori della fiera che è andata oltre le aspettative: “Oltre a giovani e studenti italiani – afferma – hanno partecipato all’evento anche molti stranieri e tantissimi imprenditori, che sono venuti a vedere se si possono inserire nei cicli produttivi delle loro aziende alcuni dei prodotti che sono qui esposti”. E l’occhio è già puntato all’anno prossimo perché dopo le edizioni di New York e San Francisco, l’edizione romana di Maker faire è al primo posto in Europa: un appuntamento che è già stato confermato tra gli eventi di Roma per i prossimi due anni.

Una stampante 3D per ricostruire Palmira, la città deturpata dalla follia dell’Isis. Le più avanzate tecnologie di stampa in tre dimensioni si mettono al servizio anche dell’archeologia. A dicembre, infatti, Roma ospiterà le riproduzioni di alcuni dei bassorilievi distrutti dalla furia del terrorismo dell’Isis a Palmira e Ninive, realizzati proprio con la stampante presentata alla Maker Faire. Si tratta di un progetto sperimentale firmato dall’associazione “Incontro di civilità” presieduta da Francesco Rutelli, che spiega: “Con questo progetto vogliamo dimostrare che l’idea della distruzione può essere sconfitta”.

La novità tecnica dell’iniziativa consiste nel fatto che per la prima volta l’originale non c’è più, e le riproduzioni si baseranno con le immagini ed i supporti che sono a disposizione della comunità scientifica. “Siamo molto orgogliosi – continua l’ex sindaco di Roma – perché questa è un’operazione tutta italiana, e non escludiamo, dopo i due bassorilievi, di riprodurre anche
le architetture distrutte”.

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