“Mal di Rumore”, l’eccessivo inquinamento acustico provoca una serie di problemi di salute

Un italiano su 3 si ammala per rumore eccessivo. L’eccessivo inquinamento acustico provoca una serie di problemi di salute. E’ quanto emerge  dallo studio Coping with noise, promosso da Amplifon e presentato a Milano. Lo studio prende in esame un’indagine condotta da GfK Eurisko su 8.800 persone in 47 città di 11 Paesi, Italia, Usa, Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Belgio, Spagna, Australia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Germania. Napoli eletta città più rumorosa a livello nazionale e terza nel mondo dietro a New York e Los Angeles.

In Italia,  il “mal di rumore” è sempre più diffuso: il 29% della popolazione è esposto a livelli medio-alti o elevati di frastuono, il che significa dover tollerare il baccano delle strade o TV, radio e musica ad alto volume per un considerevole numero di ore al giorno. Salute a rischio per il bombardamento sonoro. Il rumore assordante arriva a raddoppiare i casi di disturbi dell’umore (irritabilità, umore instabile, nervosismo e preoccupazione), insonnia, difficoltà di concentrazione e mal di testa. Problematiche segnalate da circa il 30% delle persone esposte a un livello alto di rumore, contro il 16% di chi è meno esposto. Anche il cuore è sotto attacco. Il rumore può infatti stressare il sistema cardiovascolare, tanto che alcune indagini lo additano come un fattore di rischio.

I danni alle orecchie. Danni “anatomici e funzionali che dipendono dall’intensità del rumore, dalla durata dell’esposizione e dalla suscettibilità che ogni persona ha”, spiega Giancarlo Cianfrone, professore ordinario di Audiologia e direttore del Dipartimento organi di senso all’università degli Studi di Roma La Sapienza. Un’esposizione nociva o rischiosa “può compromettere lo stato di salute delle strutture sensoriali e neurali uditive – avverte Cianfrone – Da questa situazione di sofferenza possono generarsi le condizioni per una perdita uditiva provocata dal rumore e, a volte, anche due altri fenomeni uditivi: gli acufeni, considerati percezioni fantasma di suoni, e l’iperacusia, un’intolleranza ai suoni esterni, anche lievi o moderati”.

A rischio giovani e anziani. Un eccesso di decibel può compromettere lo stato di salute delle strutture sensoriali e neurali uditive”, spiega Giancarlo Cianfrone, professore di audiologia all’Università Sapienza di Roma. “I più vulnerabili al rumore – aggiunge – sono giovani e adolescenti, spesso esposti a musica ad alto volume, e gli anziani, in cui al rumore si aggiunge il possibile utilizzo di farmaci nocivi per l’apparato uditivo”

Sotto accusa anche gli stili di vita. “Abuso di alcol, fumo, obesità, ipertensione, diabete e ipercolesterolemia – elenca Albera – possono accentuare il danno alla funzione uditiva”. Così come le cattive abitudini musicali. “Le discoteche hanno raggiunto livelli di rumorosità tali da poter danneggiare l’udito di chi le frequenta abitualmente e per molto tempo, mentre negli ultimi 20 anni si è assistito alla diffusione di massa dell’ascolto di musica in cuffia – osserva l’esperto – con livelli massimi di suono che possono arrivare a 120 decibel. Oggi il 90% dei ragazzi fra 12 e 19 anni utilizza i riproduttori musicali; di questi la metà ammette di tenerli ad alto volume, e uno su 3 di usarli molto spesso”.

In Italia il 41% lamenta un incremento dei decibel rispetto al passato (contro una media internazionale del 34%). Alcune fonti di rumore sono più frequenti nelle città della Penisola che negli altri Paesi. Dopo i rumori della strada (esposizione medio-alta del 39%), musica (32%), conversazioni (30%) e trasporto pubblico (28%), spiccano il continuo squillare dei telefoni (25% contro una media internazionale del 14%) e i rumori di disturbo da parte dei vicini (25% contro 18%).

I Paesi più consapevoli dei rischi legati al troppo rumore sembrano essere Portogallo (44% di alta e medio-alta conoscenza), Italia (42%), Germania (28%) e Stati Uniti (28%). Tuttavia, la consapevolezza non sembra limitare i comportamenti ‘pericolosi’. Per mettere un freno al ‘mal di rumore’ gli esperti suggeriscono la necessità di fare prevenzione e informare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi e sui sintomi correlati al trauma acustico da rumore. Secondo il rapporto, le valutazioni sull’inquinamento acustico dovrebbero essere inserite nella pianificazione e la costruzione di nuove infrastrutture e, inoltre, le aree silenziose dovrebbero essere protette.

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