Maltempo, territori sempre più fragili con il riscaldamento globale

Nubifragio a Cassino, bomba d’acqua e allagamenti a Pistoia e Pisa, danni per il maltempo in Molise, allerta a Roma e nel grossetano: il bollettino di oggi. Ieri toccava a Viareggio, lo scorso fine settimana alla Sicilia con fiumi esondati e trombe d’aria e alla Calabria colpita da temporali, vento forte e tromba d’aria in provincia di Crotone. La Calabria è stata già pesantemente colpita da un violento nubifragio ad agosto.

A settembre la violenza delle precipitazioni e delle conseguenti alluvioni si abbatteva su Piacenza e il piacentino. A ottobre era allerta meteo di livello rosso in Sardegna, con Olbia e la Gallura allagate. Piove e le nostre città si allagano. Quasi sempre. Sempre più spesso. L’Italia è colpita, infatti, da fenomeni atmosferici sempre più intensi, frequenti e localizzati, che ormai ogni anno provocano alluvioni, smottamenti e frane, e sono le conseguenze del riscaldamento globale in atto.

Nel nostro Paese, mettono in pericolo la vita delle persone e sotto pressione un territorio già in larga parte a rischio idrogeologico e reso vulnerabile dal crescente consumo di suolo e dagli errori di un’urbanizzazione senza regole.
Solo a contare quanto accaduto in città, sono circa 140 i principali fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni dal 2010 a oggi (consultabili sulla mappa di Legambiente del rischio climatico nelle città italiane su http://www.planningclimatechange.org/atlanteclimatico/ ).

I danni legati alle emergenze idrogeologiche degli ultimi 16 mesi ammontano a 7,9 miliardi di euro, secondo i dati di Italia Sicura, e da maggio 2013 sono stati aperti 40 stati di emergenza, di cui 14 ancora in corso. Ma la minaccia rappresentata dall’innalzamento della temperatura del pianeta continua a essere sottostimata e gli interventi a tutela del territorio sono prevalentemente interventi puntuali di difesa passiva, scarsamente efficaci. È indispensabile, invece, che le azioni di adattamento e la riduzione del rischio idrogeologico procedano insieme.

“E’ urgente definire un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici – dice il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – che contenga indicazioni concrete per mettere in sicurezza le persone e adattare i territori e le città. Il nostro governo  deve cambiare le priorità di interventi e investimenti in questo senso. Perché l’intensità e l’andamento delle piogge, gli episodi di trombe d’aria e di ondate di calore stanno accelerando con il riscaldamento globale e assumendo caratteristiche in parte nuove. Le conseguenze di un ulteriore crescita della temperatura del pianeta, se non si riuscirà a contenerla almeno entro i due gradi centigradi, sono molto rischiose. Per questo è imprescindibile ridurre le emissioni di gas serra e investire per la messa in sicurezza dei territori. Due obiettivi fondamentali che devono essere fissati in modo obbligatorio nell’accordo internazionale che uscirà dalla Conferenza sul clima di Parigi”.

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