Olio di palma, l’ingrediente della discordia: Barilla, in Italia fonti di informazioni non attendibili

L’olio di palma fa male o fa bene? Questa domanda ha in pochissimo tempo spaccato il mondo dei consumatori italiani, i quali, cominciando a leggere meglio le etichette dei prodotti che finivano quotidianamente sulle loro tavole si sono resi conto che si trattava ormai dell’olio più utilizzato nell‘industria alimentare.

Si fa sempre più accesa la polemica sull’olio di palma presente in tanti prodotti per la colazione e snack, salito sul banco degli imputati per gli effetti nocivi che avrebbe sulla salute. ”Vorremmo che ci fosse un approccio corretto senza demonizzazioni o prese di posizione ‘a priori”’, ha detto Paolo Barilla, presidente di Aidepi, l’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, nel corso di un convegno promosso da Strade e Formiche alla Camera per fare chiarezza sul tema.

”La campagna diffamatoria in corso – ha aggiunto Barilla – è un’isteria nazionale, nata in Italia da fonti di informazioni non attendibili che hanno sopratutto un atteggiamento anti industriale, perchè non esistono gli elementi per dire che faccia male”. Ai lavori hanno partecipato i deputati Ilaria Capua (Sc), Pierpaolo Vargiu e Dorina Bianchi, Area Popolare sottoscrittori di due diverse risoluzioni parlamentari sull’olio di palma.

”Al pari delle campagne pro Stamina e contro i vaccini, quella contro questo ingrediente rischia di trasformarsi in una nuova bufala antiscientifica promossa da lobby occulte – ha detto Vargiu – e noi oggi ci impegniamo in maniera trasparente, per un’informazione aderente alla realtà scientifica”. A questo proposito la ricercatrice dell’Istituto Mario Negri, Elena Fattore ha fatto presente come uno studio pubblicato lo scorso anno aveva attenuato la correlazione tra rischi cardiovascolari e grassi saturi, di cui l’olio di palma ne contiene il 50%.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. ”E’ vergognoso che alcuni deputati e senatori siano diventati complici dell’Aidepi nel tentativo di convincere l’opinione pubblica sulle fantomatiche qualità dell’olio di palma”, ha fatto sapere Mirko Busto, portavoce del M5S in Commissione Ambiente alla Camera, che ha annunciato un esposto per AGcom contro l’Associazione capitanata da Barilla per pubblicità ingannevole sull’olio e palma.

“La verità, vi prego, sull’olio di palma“.  Si è svolta ieri la conferenza stampa organizzata alla Camera dalle riviste Formiche e Strade magazine per sfatare lo scetticismo che pervade i consumatori. Nel corso dei lavori è stata anche illustrata una risoluzione parlamentare per una corretta informazione sull’olio di palma, presentata nelle scorse settimane.

Numerosi gli interventi che hanno consentito di fare il punto sulla delicata questione dell’olio di palma e sull’utilizzo che di questo prodotto si fa in ambiti diversi, a partire da quello alimentare. La Professoressa Elena Fattore, che con l’Istituto Mario Negri ha condotto uno studio pubblicato nel 2014 nell’American Journal of Food and Nutrition, ha presentato una serie di risultati dai quali è emerso che “quando nella dieta si sostituiva l’olio di palma agli altri oli e grassi vegetali e animali il profilo lipidico rimaneva piuttosto equilibrato fra colesterolo buono e cattivo; anzi, rispetto ai grassi trans, l’olio di palma presentava miglioramenti nel profilo lipidico e nella produzione di colesterolo”.

A sostenere l’utilizzo dell’olio di palma anche la parlamentare Ilaria Capua che ha ricordato come siano stati fatti “investimenti importanti nei paesi in via di sviluppo per quanto riguarda le coltivazioni e la sostenibilità, anche in termini di salute e sicurezza alimentare” e come in quei paesi “commercializzare un prodotto autoctono e naturale è una risorsa fondamentale”. “Con i colleghi Monchiero e Capua – ha detto Pierpaolo Vargiu nel corso dei lavori – abbiamo presentato una risoluzione in Commissione Affari Sociali perché per noi il tema della corretta informazione scientifica, soprattutto in ambito salute, deve venire prima di tutto”. Al suo intervento ha risposto anche la collega Dorina Bianchi, che ha sottolineato la preoccupazione per le tante risoluzioni e mozioni presentate in Parlamento contro una singola materia prima in quanto “tanto accanimento è palesemente dettato dal facile allarmismo che si sta contribuendo a diffondere”.

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