Spreco Alimentare priorità globale: Martina, legge SprecoZero ora in Parlamento

“La lotta allo spreco alimentare è una priorità globale, che anche grazie a Expo e alla Carta di Milano è entrata nelle priorità dei nuovi obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. La legge “SprecoZero” ora in Parlamento può essere un modello”: lo ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, intervenendo a Expo a un convegno sullo spreco organizzato dal Banco Alimentare.

“Un terzo del cibo prodotto nel mondo finisce nella spazzatura – ha sottolineato Martina -. Un fenomeno inaccettabile, soprattutto quando ci sono 795 milioni di persone che soffrono di povertà alimentare. L’Italia vuole svolgere un ruolo da protagonista in questa battaglia”.

Il ministro ha spiegato che l’Italia ha intenzione di rafforzare il modello di lavoro unico, “portando da 550 mila a 1 milione le tonnellate di cibo salvato e distribuito agli indigenti”. “Con la legge SprecoZero ora in Parlamento vogliamo rendere per le aziende più conveniente donare che sprecare – ha aggiunto -. Su questo fronte la collaborazione con il Banco Alimentare e con gli altri enti caritativi è massima, come dimostrato anche in Expo dove ogni sera dal primo maggio il cibo in eccedenza è stato recuperato e destinato a chi ha bisogno”.

Basterebbe una legge sullo spreco alimentare per recuperare in un anno 2 miliardi di euro di cibo, ovvero 1 milione di tonnellate contro le attuali 500mila. E’ questo il messaggio che il presidente della Fondazione Banco Alimentare, Andrea Giussani.Per Giussani, si tratterebbe di un provvedimento a costo zero” che dovrebbe armonizzare il quadro normativo e semplificare il processo di donazione delle aziende.

Ogni anno infatti, e’ stato spiegato, finiscono nella spazzatura 5,1 milioni di tonnellate di cibo per un valore di quasi 13 miliardi di euro. Il 53% di questo spreco, quello generato dal settore primario fino ad arrivare alla ristorazione, potrebbe essere recuperato e destinato alle persone in stato di bisogno, oltre 4milioni in Italia. I dati derivano dall’indagine che confermerebbe come la maggior parte delle eccedenze generate siano recuperabili per l’alimentazione umana, purche’ in presenza di un contesto normativo semplificato. Di qui la necessita’ di un provvedimento legislativo, la cui proponente e relatrice, Maria Chiara Gadda, descrive come uno strumento importante per “facilitare e semplificare il recupero delle eccedenze alimentari.

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