Le Regioni pronte a valutare “Vaccinazioni obbligatorie nelle scuole”

Le Regioni non vietano l’accesso alla scuola pubblica ma si chiedono se la frequenza della scuola sia coerente alle vaccinazioni obbligatorie. È quanto affermato in una nota dal coordinatore degli assessori regionali, Sergio Venturi dopo che gli assessori alla Sanità delle Regioni nel corso della riunione della Commissione salute hanno discusso del nuovo ‘Piano nazionale di prevenzione vaccinale’, valutando anche la previsione di non ammettere nelle scuole i bambini non vaccinati.

La presentazione del libretto vaccinale prima dell’accesso a scuola è una misura già prevista dal piano attuale redatto dal ministero della Salute. In questo modo verrebbe ripristinata una regola che venne cancellata 18 anni fa da una circolare in cui si stabiliva che il diritto alla scuola non poteva essere eliminato per i vaccini. “Non vietiamo l’accesso alla scuola pubblica ma ci poniamo il tema che la frequenza della scuola sia coerente alle vaccinazioni obbligatorie”, ha detto il coordinatore degli assessori regionali, Sergio Venturi.

Per il piano vaccinale ci vogliono circa 200 milioni, tanti soldi in un periodo molto difficile per le casse della sanità. Proprio oggi le Regioni hanno chiesto al governo di inserire nella Legge di stabilità l’aumento del fondo sanitario nazionale a 112 miliardi e non a 111 come detto dal premier Matteo Renzi (comunque sempre meno dei 113,4 previsti inizialmente). Ci sono sempre più spese da affrontare, come il rinnovo dei Lea, livelli essenziali di assistenza, che costa 900 milioni. Inoltre, stanno arrivando sul mercato molti farmaci innovativi che sono costosissimi. Le Regioni avvertono che con un finanziamento limitato a 111 miliardi rischiano di saltare proprio i nuovi Lea. Inoltre, le Regioni chiedono di tenere fuori dal fondo le spese per il rinnovo dei contratti dei dipendenti, che in effetti non dovrebbe essere a carico della sanità.

“E’ importante la massima attenzione sui vaccini, ma è davvero eccessiva l’ipotesi di negare le iscrizioni nelle scuole ai bambini non vaccinati”, ha detto la capogruppo Pd nella commissione Affari sociali, Donata Lenzi. E ha aggiunto: “Il loro diritto all’istruzione va garantito”. “Il nuovo piano nazionale dei vaccini è non più rinviabile anche a fronte della recrudescenza di diverse malattie infettive”, ha rincalzato l’assessore Venturi. Il piano vaccinale il 20 ottobre sarà presentato all’attenzione dei Presidenti delle Regioni nel corso della Conferenza delle Regioni e successivamente, all’esame della Conferenza Stato-Regioni.

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