Siria: ad Aleppo raid del regime, colpito un altro ospedale

Un altro ospedale è stato colpito oggi nei bombardamenti dell’aviazione siriana ad Aleppo. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani Ondus, negli ultimi sette giorni ad Aleppo sono rimasti uccisi 202 civili, tra cui oltre 50 bambini e almeno 20 donne. Nella sola giornata di giovedì, 54 persone sono morte in seguito al bombardamento dell’ospedale della città gestito da Medici senza frontiere.

Nell’opedale colpito oggi, sette persone, tra cui un infermiere, sono rimaste ferite. Lo riferisce la televisione panaraba Al Jazira citando “fonti degli attivisti”. Secondo le stesse fonti sono 20 i raid compiuti oggi su aree della città controllate dai ribelli. E almeno 8 persone sono state uccise oggi in un bombardamento con mortai dei ribelli in una moschea di Aleppo, secondo l’agenzia governativa Sana. La moschea si trova nel quartiere Midan, sotto controllo dei lealisti. Altre vittime sono segnalate dalla Sana in un altro bombardamento sul quartiere di Bab al Faraj.

Medici senza Frontiere è estremamente preoccupata per le circa 250.000 persone che rischiano sempre più di essere completamente tagliate fuori dall’assistenza medica.“Il cielo sopra ad Aleppo sta cadendo. La città, costantemente in prima linea in questa guerra brutale, rischia ora di finire sotto un’offensiva totale, in cui nessun punto viene risparmiato. Gli attacchi contro gli ospedali e il personale medico sono un indicatore devastante di come la guerra in Siria è condotta, uno dei numerosi e brutali modi in cui i civili vengono presi di mira” ha dichiarato Muskilda Zancada, capomissione di MSF in Siria. “L’attacco all’ospedale Al Quds ha distrutto uno degli ultimi posti rimasti ad Aleppo, in cui si poteva ancora trovare l’umanità. Aleppo è già lo scheletro di ciò che era una volta, e quest’ultimo attacco sembra determinato a eliminare anche quello.

Intanto la Russia si dice preoccupata per il dispiegamento di truppe statunitensi in Siria, senza il consenso del governo di Damasco. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Serghei Ryabkov, citato dalla Tass. “Parlando dalla posizione del ministero degli Esteri, di certo non possiamo non provare preoccupazione per il fatto che tali azioni degli Stati Uniti vengano effettuate senza il consenso del governo legittimo della Siria. Si tratta di una violazione della sovranita'”, ha attaccato Ryabkov. Nel recente vertice a cinque ad Hannover, in Germania, il presidente Barack Obama aveva annunciato l’invio di altri 250 uomini in Siria, comprese le forze speciali, per continuare la lotta all’Isis.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie