Atrofia muscolare spinale, farmaco nusinersen pronto per procedure normative globali

Biogen e Ionis Pharmaceuticals hanno annunciato che, in base ad un’analisi preliminare dei dati provenienti dallo studio clinico di Fase III ‘ENDEAR’, la terapia sperimentale nusinersen ha raggiunto l’endpoint primario del trial, ossia ha determinato, rispetto al placebo, un miglioramento statisticamente significativo dello sviluppo motorio nei bambini affetti da atrofia muscolare spinale di tipo 1 (SMA1). A seguito di questi risultati, Biogen ha deciso di esercitare l’opzione di sviluppo e commercializzazione globale di nusinersen, dichiarando che nell’arco dei prossimi mesi depositerà la richiesta di approvazione del farmaco presso le varie autorità nazionali di regolamentazi

L’atrofia muscolare spinale è dovuta al deficit della proteina SMN, un’anomalia che è provocata da mutazioni nel gene SMN1. Nusinersen è un oligonucleotide antisenso (ASO) progettato per legarsi ad uno specifico RNA bersaglio e regolare l’espressione del gene SMN2, quasi identico a SMN1. Attraverso questo meccanismo d’azione, il farmaco è in grado di garantire la produzione di una proteina SMN completamente funzionale.

Sulla base dei positivi risultati ottenuti, lo studio ENDEAR verrà terminato e i partecipanti potranno passare alla successiva fase di sperimentazione in aperto, denominata SHINE, in cui tutti i pazienti, compresi quelli precedentemente sottoposti a placebo, riceveranno nusinersen. Gli altri studi clinici in corso sulla terapia, tra i quali il trial CHERISH, con individui affetti da atrofia muscolare spinale di tipo 2 (SMA2), e il trial NURTURE, con neonati pre-sintomatici, proseguiranno come previsto e raccoglieranno dati sulla sicurezza e l’efficacia di nusinersen in queste specifiche popolazioni di pazienti con SMA.

Ad oggi la malattia purtroppo non presenta una cura risolutiva. Grazie però all’avanzamento dell’assistenza respiratoria e alla corretta gestione della vita quotidiana esistono sempre più bambini affetti dalla forma di tipo 1 che sopravvivono alla malattia. “Da tempo -spiega il professor Eugenio Mercuri, neuropsichiatra infantile del Policlinico Gemelli di Roma- sono in fase di sperimentazione alcuni farmaci che vanno ad agire sul difetto genetico che causa la Sma”. Una di queste è Nusinersen, una molecola capace di modulare la produzione del gene SMN2 in modo da convertirlo in SMN1 perfettamente funzionante. «Nello scorso mese di agosto si è concluso uno studio di fase III in cui abbiamo riscontrato un miglioramento statisticamente significativo della capacità motoria nei bambini affetti da Sma1» spiega l’esperto.

Un risultato eccellente che ha indotto la casa farmaceutica che ha sviluppato la molecola a chiedere negli scorsi giorni alla FDA e ad altre autorità regolatorie l’autorizzazione all’immissione sul mercato. «Per quanto riguarda il nostro Paese il farmaco al momento sarà fornito ad uso compassionevole presumibilmente già dai prossimi mesi. La bella notizia è che il suo utilizzo sarà esteso anche a quei bambini che non avevano potuto partecipare alla sperimentazione in quanto diagnosticati dopo i 6 mesi di età. Ora sarà interessante valutare l’effetto di Nusinersen anche su questi piccoli» conclude Mercuri. Secondo le stime di FamiglieSMA l’accesso a questo nuovo trattamento -con criteri meno stringenti rispetto ai clinical trials- coinvolgerà circa 150-200 bambini. Una speranza in più per tutti coloro che non hanno potuto partecipare alle altre fasi di sperimentazione.

Ma le novità non finiscono qui. Mentre sono molti altri i farmaci in sperimentazone -particolarmente avanzata anche la molecola olesoxime sviluppata da Roche- la speranza di vedere sconfitta questa malattia è riposta nella terapia genica. Essendo la Sma causata da un difetto nel gene SMN1, l’idea degli scienziati è quella di poter sostituire il Dna mutato con un gene perfettamente funzionante. Già alcune malattie -come la sindrome di Wiskott-Aldrich- possono essere trattate con successo attraverso questo approccio (grazie al gruppo di ricerca del professor Luigi Naldini del San Raffaele di Milano). Negli Stati Uniti, presso il Nationwide Children’s Hospital di Columbus (Ohio), su oltre dieci bambini affetti da Sma è in corso una sperimentazione di terapia genica dove i primi risultati sembrano incoraggianti. Piccoli passi -frutto di una ricerca silenziosa- che, a differenza di chi prometteva soluzioni facili, portano speranze concrete alle famiglie con un figlio affetto da Sma.

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