La storia di Pooh e Steven i due gatti bionici con zampe in titanio

Arriva da Sofia la storia di Pooh e Steven, due gatti bulgari, circa un anno il primo e 8 mesi il secondo, avevano perso le zampe posteriore in un incidente stradale. Grazie all’impianto di due protesi in una clinica veterinaria di Sofia sono tornati a camminare e ora giocano sereni nelle stanze della charity Let’s Adopt, aspettando qualcuno che voglia prendersene cura. La loro storia di ‘mici bionici’ – a quanto risulta i primi in Europa al di fuori dalla Gran Bretagna, dove l’intervento pionieristico è stato messo a punto dal chirurgo veterinario Noel Fitzpatrick – rimbalza online sui media internazionali.

Le nuove zampe di Pooh e Steven spuntano dai moncherini come fossero zoccoli di cervo e ricordano le protesi dell’atleta sudafricano Oscar Pistorius. Sono state costruite su misura partendo da uno scheletro di titanio con della gomma sulle estremità che poggiano per terra, rivestito da uno strato di idrossiapatite per favorire la crescita delle cellule ossee. Se tutto andrà come deve, sopra l’osso si formerà anche la pelle e non si svilupperanno infezioni.

La prima operazione del genere è stata eseguita nel 2009 da Fitzpatrick, irlandese di nascita trasferitosi nel Surrey, sul gatto Oscar dell’isola di Jersey. A 2 anni e mezzo aveva perso le zampe posteriori per un infortunio, ma dopo un intervento di 3 ore – costato 50 mila sterline – diventò il primo gatto bionico della storia. La tecnica ha fatto scuola e ora ha riportato a nuova vita anche Pooh e Steven, operati da Vladislav Zlatinov della Central Vet Clinic di Sofia, grazie alla generosità di Let’s Adopt che ha pagato le spese per l’intervento.

Nel 2015 aveva commosso il web anche la vicenda di Vincent, gatto americano operato presso la Iowa State University che aveva postato su YouTube un video del micio di quasi 3 anni, mentre camminava con due protesi bioniche al posto delle zampe posteriori.

Proprio a causa delle sue condizioni, probabilmente dovute a una malformazione congenita, i suoi primi proprietari lo avevano lasciato da cucciolo a un rifugio per animali. Adottato da un altra famiglia, fu affidato alle cure della dottoressa Mary Sarah Bergh che lo operò impiantandogli due protesi realizzate ad hoc da un modello in 3D e donate da una compagnia ortopedica, allungandole via via che il felino cresceva fino a quando ha raggiunto i 3 anni.

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