Meningite: a Sassari un nuovo caso, il punto della situazione in Italia

Restano stazionarie le condizioni della paziente, di 56 anni, ricoverata nell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, alla quale è stata diagnostica la meningite del sierotipo Y. La donna, originaria di un piccolo centro dell’Anglona, era arrivata già incosciente all’ospedale Santissima Annunziata giovedì 26 gennaio attorno alle 4 del mattino. La diagnosi di meningite è arrivata subito dopo. La prognosi non verrà sciolta prima della prossima settimana. Lo ha comunicato in mattinata la direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria che ha emesso un bollettino medico.

“La paziente resta in stato di coma farmacologico e prosegue la terapia antibiotica”, hanno precisato i medici. La donna è arrivata tre giorni fa nell’ospedale sassarese a bordo di un’ambulanza del 118 dal paese in cui vive, un piccolo centro dell’Anglona, nel territorio provinciale di Sassari. È stata ricoverata nel reparto di Rianimazione. Dopo l’allarme scoppiato in Toscana, è questo il primo caso riscontrato in Sardegna. La donna presentava sintomi molto evidenti, come le piccole macchie rosso porpora e un torpore accentuato, che fanno pensare allo “streptococcus pneumoniae”.

LAI (PD), VACCINAZIONI OBBLIGATORIE – “Vaccinarsi? Una necessità a tutela della salute individuale e un gesto di solidarietà e di senso civico verso l’intera comunità”, lo afferma il senatore Silvio Lai (Pd) in merito al ricovero per meningite di una donna di 56 anni, nell’ospedale di Sassari, che si trova in condizioni molto gravi.

“È il primo caso di meningite in Sardegna nel 2017 – afferma il senatore – Occorre evitare inutili allarmismi. Si tratta però di affrontare una evidenza che ormai da mesi è presente in Italia e ora anche nella nostra Isola. Senza contare le polemiche innescate da chi ritiene, per assenza di responsabilità e contravvenendo alle indicazioni della ricerca scientifica, che vaccinarsi debba essere considerato un atto di libera scelta. Alcune malattie infettive sono scomparse per effetto delle vaccinazioni ed altre sono prossime all’eliminazione. Allentare la presa significa non solo mettere a rischio la propria salute ma anche di quelle persone, a cominciare dai bambini, che non potendosi vaccinare per diverse cause, potrebbero perdere l’effetto protezione garantito da tutti gli altri”.

“Per questo motivo condivido la proposta delle Regioni che hanno chiesto al Governo una apposita normativa che stabilisca, allargando lo spettro a quelli ancora volontari, l’obbligatorietà dei vaccini, su tutto il territorio nazionale, per l’accesso dei bambini ai nidi e alla scuola materna. Al tempo stesso occorre prevedere una Anagrafe vaccinale nazionale per poter disporre di una banca dati utile per avere un quadro epidemiologico completo dello stato di vaccinazione di bambini ed adulti”.

Meningite, il punto della situazione in Italia

Nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia, dove la situazione è costante, soprattutto per quanto riguarda l’infezione da meningococco di tipo C negli adulti già notata nel corso del 2014.

Il numero totale dei casi di meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato. Per esempio, si sono verificati 940 casi di meningite da pneumococco nel 2016 (rispetto ai 1256 casi del 2015) e 80 da emofilo (rispetto ai 131 del 2015): come si vede una tendenza in diminuzione. E’ anche da dire che la letalità della meningite è di circa il 10% nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12% nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti).

Non si intende certamente minimizzare la gravità, spesso, della patologia, ma semplicemente riportare la questione entro i parametri della documentazione oggettiva. Al momento non esiste alcuna situazione epidemica, la circolazione dei germi che causano la malattia è nella norma attesa in linea coi numeri degli ultimi anni, il presidio preventivo rappresentato dalla vaccinazione è disponibile per le classi di età a rischio e per le persone che presentano rischi particolari di contrarre una malattia invasiva grave e sarà in distribuzione gratuita secondo le previsioni del nuovo Piano nazionale, inserito per questi motivi nei Livelli Essenziali d’Assistenza che il Sistema Sanitario Nazionale eroga. I nostri ospedali e i nostri medici garantiscono comunque e sempre un’assistenza e una terapia di primissimo ordine ai pazienti che vengano ricoverati per meningite.

Il Ministero sta operando per garantire il consolidamento della copertura vaccinale, a supporto delle Regioni, anche con studi e ricerche che possano chiarire i meccanismi di trasmissione e di virulenza dei germi. Questo non significa non essere attenti e non garantire interventi tempestivi e mirati ogni volta che si verifichi una caso di meningite, così come non ci si stancherà mai di raccomandare la vaccinazione secondo la scheda vaccinale nazionale in corso di pubblicazione, ma è altrettanto vero che l’opinione pubblica deve poter comprendere con precisione quali siano i rischi e quali siano i comportamenti da tenere, escludendo ogni ingiustificato allarmismo.

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