Protesi al seno cancerogeme, 20mila pazienti risarcite con 3mila euro

Protesi al seno cancerogeme, 20mila pazienti francesi hanno ricevuto un risarcimento di 3.000 euro ciascuna dopo aver presentato querela per l’impianto delle protesi mammarie Pip (Poly Implants Prothèses), potenzialmente cancerogene perché riempite di un silicone per uso industriale. A pagare ben 60 milioni di euro – come impone la sentenza del tribunale del commercio di Tolosa – sarà l’organismo tedesco di controllo Tüv Rheinland, che ne aveva certificato la qualità per l’immissione al commercio. La sentenza conferma pronunce di condanna precedenti per i responsabili dello scandalo.

30mila donne in tutto il mondo – La vicenda delle protesi Pip, che ha interessato circa 30mila donne in tutto il mondo, risale al 2010 quando le Pip sono state ritirate dal mercato per un tasso anomalo di rotture. Dai controlli successivi è poi emerso che erano riempite con un gel non a norma ed erano ad alto rischio di rottura. Il fondatore dell’azienda produttrice, Jean-Claude Mas, è stato condannato a 4 anni di prigione, diffidato a esercitare qualsiasi attività in ambito sanitario e al pagamento di 75mila euro di multa.

Ma che cos’è il silicone, ieri così tanto osannato e oggi quasi temuto?   Con il termine silicone si intende un prodotto che si ottiene unendo elementi diffusissimi in natura come il silicio, l’ossigeno, il carbonio e l’idrogeno, i quali insieme costituiscono una sostanza che può essere liquida, gelatinosa o solida. Introdotto nel campo medico nel 1952, oggi il silicone è un prodotto di largo impiego grazie alla sua versatilità e all’ottima tolierabilità. Possiede tutti i requisiti richiesti a una sostanza per poter essere considerata biocompatibile: non cambia forma, non reagisce con altre sostanze, non conduce il calore e l’elettricità, non porta infiammazioni, non è cancerogeno, non provoca allergie, è resistente agli urti, è sterilizzabile.

Il silicone, contrariamente a quello che tutti pensano, non viene utilizzato solo dai chirurghi plastici per protesi dei seno, dei mento e degli zigomi, protesi auricolari. In realtà anche altri specialisti ne fanno largo uso, basti pensare ai cardiochirurghi i quali utilizzano pacemakers e valvole cardiache artificiali rivestite in silicone, agli ortopedici che utilizzano articolazioni artificiali, agli oculisti che usano minuscole lenti in silicone per correggere difetti come la cataratta, ai chirurghi generali che quotidianamente utilizzano cateteri e drenaggi fatti con questa sostanza. Ma il silicone, oltre che in campo medico, è presente anche nella nostra quotidianità in diverse formulazioni. Lo possiamo trovare come ingrediente di alcuni alimenti, in quanto impedisce la formazione di schiuma. Molti farmaci lo contengono nella formulazione di un derivato. Si trova anche nei comuni prodotti per la cura e l’igiene dei corpo, come rossetti e lucidalabbra, creme protettive per le mani, creme abbronzanti, creme da barba e dopobarba, deodoranti, shampoo, balsami e spray per i capelli. Abiti e tessuti in genere sono resi più soffici dopo trattamento con silicone. E questi sono solo alcuni esempi di un lunghissimo elenco.

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