Bomba d’acqua a Cortina, Legambiente: “Favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e politiche di prevenzione “

“La bomba d’acqua che ha colpito Cortina, causando un morto, ci ricorda ancora una volta come il clima stia già cambiando. Piogge estreme e alluvioni, lunghi periodi di siccità come quello che sta colpendo la Penisola, elevate temperature e ondate di calore, sono ormai fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti che il Paese, e soprattutto le città, devono saper affrontare con interventi mirati, con politiche di adattamento ai cambiamenti climatici non più rinviabili e con attività di prevenzione. Azioni che permetterebbero anche di risparmiare migliaia di soldi spesi per riparare i danni causati dal maltempo”, dichiara la Presidente di Legambiente Rossella Muroni da Rispescia (Gr) nel corso di Festambiente, il festival nazionale dell’associazione ambientalista in programma fino al 15 agosto nel cuore della Maremma.

Legambiente, nel dossier “Le città alla sfida del clima”, ricorda che dal 2010 ad oggi sono 126 i Comuni italiani dove si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni meteorologici che hanno colpito l’Italia, provocato danni al territorio e causati impatti diretti e indiretti sulla salute dei cittadini e sulla vita delle persone. In particolare ci sono stati 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 56 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane. Si sono, inoltre,  verificati 44 casi di eventi tra frane causate da piogge intense e trombe d’aria, 40 eventi causati da esondazioni fluviali. Senza dimenticare, che dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate (dati Cnr).

“Non dimentichiamo – aggiunge la Muroni – che l’emergenza siccità e i roghi che stanno devastando anche questa estate il Nord e il Sud della Penisola, ci impongono una riflessione sull’autunno che verrà e sulla debolezza e fragilità del nostro Paese alimentate di anno in anno anche dai cambiamenti climatici. La siccità è tra le cause della impermeabilizzazione dei suoli particolarmente aridi, mentre i terreni che hanno perso svariati ettari di manto boschivo per via dei roghi, con l’arrivo delle piogge autunnali, sono ancor di più a rischio frane, smottamenti e dissesto idrogeologico. Nella nostra Penisola abbiamo ben sette milioni di persone che vivono e si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni in Italia. Per questo è fondamentale programmare sin da ora interventi a lungo periodo, diffondendo anche una cultura di convivenza con il rischio che punti alla crescita della consapevolezza tra i cittadini dei fenomeni e delle loro conseguenze”.

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