Dalla colite ulcerosa al morbo di Crohn: 250mila persone in Italia ne soffrono, soprattutto giovani

In occasione del Meeting Salute di Rimini, ampio spazio dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali, ossia la Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn. Si tratta di patologie croniche ricorrenti che possono presentarsi in qualsiasi età, ma più frequentemente tra i 20 e i 30 anni di vita, impattando in maniera significativa sulla qualità di vita dei soggetti affetti.

Il 20% di tali patologie esordisce addirittura in età pediatrica, con notevoli ripercussioni non solo a carico del bambino affetto, ma anche a livello familiare. In questa fase giovanile, il soggetto impara che ha una patologia cronica, destinata a perdurare per tutto il corso della sua vita; sarà obbligato a prendere costantemente medicine, dovrà sottoporsi regolarmente a controlli e talvolta a interventi chirurgici. Si tratta di patologie caratterizzate dall’imprevedibilità della recidiva dei sintomi che mal si adatta a una serena pianificazione dei propri impegni quotidiani familiari, sociali e lavorativi. Un impatto dunque di carattere clinico ma anche psicologico.

Per la prima volta, il consueto appuntamento del meeting di Rimini avrà una sezione interamente dedicata alla salute. Un ciclo di incontri per il pubblico e gli operatori del settore con l’obiettivo di confrontarsi e discutere attorno al mondo della salute e delle sanità. A tre grandi incontri in programma che vedono coinvolti personaggi di rilievo nel mondo della sanità, si affiancheranno appuntamenti quotidiani, disponibili in tre differenti orari (12.00, 16.00 e 18.00), presso la Sala Meeting Salute (pad. A2). “Il Meeting di Rimini rappresenta un momento di riflessione di grande importanza nel calendario annuale ed è punto di riferimento, fin dalle prime edizioni, per il mondo della politica, della cultura, dell’impresa e dell’associazionismo per i suoi valori e gli obiettivi che si propone” – sottolinea Luigi Cammi, ideatore del Meeting Salute, novità dell’edizione 2017 del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli –  “un luogo di ascolto, rispetto, comprensione, futuro, in un mondo sempre più disorientato. Il ‘Meeting Salute’ è un progetto triennale finalizzato a riportare al centro l’uomo e l’etica, la scienza oltre al di là delle false credenze”.

“L’incidenza di queste malattie è in costante aumento, sia a livello nazionale che a livello globale” spiega il dott. Fernando Rizzello Segretario Nazionale dell’IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease). “Attualmente si stima che in Italia siano affette da colite ulcerosa o malattia di Crohn tra le 200 e le 250mila persone. Non tantissime, ma sufficienti per destare l’attenzione: in passato queste malattie portavano al decesso, con picchi, negli anni ’70, del 30-35%. Oggi il rischio di mortalità legato alla patologia non è del tutto scomparso, ma i progressi scientifici hanno ridotto il dato all’1-2% circa. Ma le malattie infiammatorie croniche intestinali hanno un notevole impatto sulla quotidianità del soggetto affetto: scuola e università, attività lavorativa, vita sociale e familiare possono essere colpite a causa di assenteismo, depressione, mancato guadagno, assenza dal lavoro per malattia, difficoltà nelle relazioni personali, discriminazione. Questi sono alcuni degli aspetti più frequentemente riportati dalle indagini svolte in varie nazioni”.

Malattia di Crohn e colite ulcerosa vengono trattate con terapia medica o chirurgica in relazione alla presenza di possibili complicanze e alla gravità e/o complessità dello stato di malattia. Circa il 50% dei pazienti con malattia di Crohn ed il 20% dei pazienti con colite ulcerosa infatti necessitano di intervento chirurgico entro 10 anni dalla diagnosi, che può ulteriormente impattare sulla qualità di vita dei pazienti stessi. La gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali è notevolmente evoluta negli ultimi anni e, in parallelo alle nuove scoperte scientifiche che hanno permesso l’introduzione di nuovi farmaci e di tecniche diagnostiche più accurate, la centralità del paziente è diventata il punto di partenza per un approccio multidisciplinare di tipo diagnostico, terapeutico e sociale. Pur essendo malattie che partono dall’intestino, infatti, arrivano a colpire le articolazioni, la pelle, gli occhi, il fegato e tanti altri organi che richiedono un approccio specialistico, interdisciplinare, con terapie combinate. “Ad oggi, però, al paziente affetto da malattia infiammatoria cronica intestinale, viene offerta un’assistenza non uniforme sul territorio nazionale e ciò può comportare disorientamento tra i pazienti stessi e nei confronti dei nuovi approcci gestionali di diagnosi, trattamento e di monitoraggio delle malattie stesse” denuncia il dott. Rizzello.

La IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) è una società scientifica nata con lo scopo di promuovere la ricerca (clinica e di base) della malattia di Crohn, della Colite Ulcerosa e delle altre patologie infiammatorie idiopatiche del tratto gastrointestinale e di migliorare e diffondere le conoscenze per la cura di queste malattie. L’obiettivo della società è quello di favorire collaborazioni a livello nazionale e internazionale, valorizzandone ad esempio gli studi multicentrici, per potere fornire risposte a quesiti clinico-epidemiologici altrimenti difficilmente ottenibili. E’ importante sottolineare l’interdisciplinarietà della società e  far emergere i profili e le figure di specialisti diversi che concorrono per un obiettivo comune: gastroenterologi, chirurghi, anatomo-patologi, biologi, nutrizionisti, statistici; impegnati sul territorio o in ambito ospedaliero o universitario.

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