Dallo zafferano al tabacco: arrivano i farmaci low cost grazie alla coltivazione di piante in laboratorio

Lo zafferano, molto apprezzato in ambito culinario, può avere anche un importante ruolo in campo medico. Farmaci low cost grazie alla coltivazione di piante in laboratorio. E’ una delle nuove frontiere della ricerca che l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile sta studiando con la produzione di anticorpi ricavati da vegetali piuttosto che da animali per combattere il cancro o altre malattie formulando nuove cure a costi decisamente più bassi. “Le piante sono indotte a produrre molecole che altrimenti non produrrebbero e presentano grandissimi vantaggi rispetto alle colture cellulari animali – spiega all’AdnKronos Eugenio Benvenuto, responsabile Laboratorio Biotecnologie dell’Enea – Oltre ai costi di gestione, molto bassi rispetto a quelli che si devono affrontare ad esempio con un bio fermentatore, un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che si possono coltivare in grandi quantità”.

Ed è così che negli orti creati nei laboratori dell’Enea Casaccia si coltiva un particolare tipo di tabacco che, invece di nuocere alla salute, viene utilizzato a scopi terapeutici. “Il tabacco può aiutarci ad avere una fornitura low cost di farmaci. In particolare – riferisce Benvenuto – qui stiamo coltivando un particolare tipo di tabacco che produce anticorpi monoclonali importanti per la terapia antitumorale, che richiede un quantitativo di farmaco molto elevato. E sta proprio qui la differenza: noi con le piante di laboratorio riusciamo a soddisfarlo in maniera veloce ed economica”.

Le cellule vegetali, inoltre, sono prive di contaminanti. Oltre al tabacco all’Enea si produce lo zafferano che non viene utilizzato per aromatizzare il risotto, bensì per cure oculari. “Lo zafferano è un’ottima sorgente di antiossidanti che – continua Benvenuto – può essere utilizzata per la terapia di alcune patologie oculari. Le cosiddette molecole bioattive dello zafferano sono importantissime per mantenere attivo uno stato visivo”. Buoni produttori di antiossidanti sono anche i pomodori come il licopene e il carotene.

Girando per le serre dell’Enea Casaccia si scopre anche un’altra pianta, l’amaranto, che oltre ad avere un bellissimo colore è indicata per l’alimentazione di chi è affetto da celiachia essendo priva di glutine. “I semi dell’amaranto che si generano dai fiorellini – continua lo studioso – potrebbero essere utilizzati per produrre farine in sostituzione del grano”.

Ma per abbattere i costi dei medicinali ci vuole la volontà di farlo. “L’industria farmaceutica però sta alla finestra – osserva il ricercatore- Sta valutando che questo potrebbe essere un metodo di sintesi molto efficiente, ma per adesso, siamo su posizioni diverse perché Big Pharma ha metodi di produzione precisi dai quali è difficile discostarsi. Ma è evidente che, in una prospettiva futura, abbassare il costo dei farmaci e dare l’accesso alle cure a molte persone è assolutamente un imperativo”. Lo sviluppo di queste coltivazioni è collegato a un progetto europeo battezzato ‘Medort’: orto per la medicina.

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