Malattia del colon: 5 cose da sapere e cosa mangiare

I sintomi della sindrome del colon irritabile sono diversi e spesso variano da individuo a individuo. La diverticolosi del colon è una condizione comune che affligge circa il 50% della popolazione occidentale entro i 60 anni e quasi tutti all’età di 80 anni. Solo una piccola percentuale di persone che hanno diverticolosi presentano sintomi, e soltanto per alcuni sarà necessario un intervento.

1. Che cos’è la diverticolite? I diverticoli sono tasche che si sviluppano nelle pareti del colon, di solito nel sigma, o nel colon sinistro, ma possono interessare anche tutto il colon. La diverticolosi descrive la presenza di queste tasche. La diverticolite rappresenta l’infiammazione o le complicazioni di queste tasche.

2. Quali sono i sintomi? I principali sintomi della malattia diverticolare sono: dolore addominale (solitamente nel quadrante addominale inferiore sinistro), diarrea, spasmo colico, variazione dell’alvo ed occasionalmente una severa emorragia rettale. Questi sintomi compaiono in una piccola percentuale di pazienti con questa condizione e talvolta sono difficili da differenziare dai pazienti affetti da sindrome da colon irritabile.

La diverticolite – un’infezione del diverticolo – potrebbe causare uno o più dei seguenti sintomi: dolore, brividi, febbre, alterazione dell’alvo. Una sintomatologia più importante è presente nelle complicazioni più gravi come la perforazione con accesso o formazione di una fistola.

3. Qual è la causa della malattia diverticolare? Indicazioni fanno presupporre che una dieta povera di fibre, attuata per molti anni causa un aumento della pressione nel colon che porta alla diverticolosi.

4. Come si tratta la diverticolosi? La diverticolosi e la malattia diverticolare, solitamente, vengono opportunamente trattate con una dieta adeguata, e alcune volte con medicine che aiutano a controllare il dolore, lo spasmo colico e le variazioni dell’alvo. Aumentando il contenuto di fibre nella dieta (cereali, legumi, verdure, etc.) e qualche volta riducendo alcuni alimenti si riduce la pressione nel colon e queste complicazioni si manifestano più raramente. La diverticolite richiede una gestione più accurata. Casi moderati possono essere controllati senza ricovero in ospedale; questa decisione deve essere presa dal medico curante.

Il trattamento consiste in antibiotici presi per via orale, restrizioni nella dieta e il possibile uso di prodotti che rendano le feci più morbide. Casi più gravi necessitano del ricovero ospedaliero, gli antibiotici verranno somministrati via endovenosa e la dieta sarà limitata.

La maggior parte degli attacchi acuti possono essere risolti in questo modo. Il trattamento chirurgico viene riservato ai pazienti con attacchi ripetuti, casi severi o complicati e quando si avverte una debole riposta o, addirittura, nessun miglioramento dopo la terapia medica.
Nella pratica chirurgica, di solito una parte del colon quasi sempre la sinistra o il sigma viene asportata e il colon è agganciato e anastomizzato un’altra volta al retto. Un recupero totale può essere prevedibile. Il normale funzionamento dei movimenti intestinali, spesso recuperato dopo tre settimane, può essere prevedibile.

5. Cos’è un chirurgo colo-rettale? I chirurghi colo-rettali (o colo-proctologi) sono esperti nel trattamento medico e chirurgico delle malattie colon, retto e ano. Essi hanno solitamente completato un perfezionamento avanzato delle problematiche legate a questo settore, dopo essere stati formati come chirurghi generali. I chirurghi colo-rettali trattano le malattie benigne e maligne, stabiliscono gli esami più opportuni ed intervengono chirurgicamente, solo quando necessario.

Sindrome dell’intestino irritabile, cosa mangiare

Questi invece, gli alimenti che hanno più basso contenuto:

  • Frutta: banana, arancia, mandarino, uva, melone
  • Frutta secca: mandorle (massimo 10 pezzi), semi di zucca
  • Verdura: zucchine, lattuga, pomodoro, cetrioli, carote, erba cipollina, fagiolini
  • Ancora, carne, pesce, pollo, tofu, formaggi a pasta dura e prodotti caseari senza lattosio; avena riso, quinoa, prodotti senza glutine

“Tuttavia – conclude il professor Danese responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Humanitas e medico specialista dell’Unità operativa di Malattie infiammatorie croniche intestinali dell’ospedale Humanitas Gavazzeni. – non sappiamo dopo quanto tempo l’organismo di una persona con sindrome dell’intestino irritabile risente, da un punto di vista nutrizionale, di tali diete da eliminazione con cibi ricchi di Fodmap. Infine, con la dieta agiamo solo sulla sintomatologia ma non sulle cause della patologia”.

È sempre raccomandabile farsi dare precise indicazioni dal medico o dal nutrizionista anche perché dietro questi sintomi potrebbe nascondersi la sensibilità al glutine o altre patologie più importanti.

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