Allergie da veleno di imenotteri, i fattori di rischio per le reazioni allergiche severe

Muore dopo una puntura di insetto. Dramma a Bevagna dove ha perso la vita F.C., 46 anni, che si trovava nel giardino di casa sua. L’uomo si è accasciato a terra dopo la puntura di una vespa che gli è stata fatale, forse il poveretto era allergico al veleno e non lo aveva mai saputo.

A dare l’allarme per i soccorsi è stata la moglie, ma nonostante la corsa in ambulanza e i tentativi di rianimazione per il 46enne non c’è stato nulla da fare. Sul posto è intervenuto un equipaggio del 118, ma non c’è stato nulla da fare per l’uomo, di professione imprenditore.

Nella stessa nota dell’Azienda ospedaliera, il professor Nicola Murgia, della struttura complessa di Medicina del lavoro, spiega che “le punture di api vespe e calabroni possono portare, in soggetti predisposti, a reazioni allergiche molto severe, fino alle reazioni anafilattiche che, se non trattate, possono causare la morte della persona punta”. “Purtroppo non è facile prevedere una possibile reazione allergica grave da puntura di imenotteri”, osserva infine Murgia.

Allergie da veleno di imenotteri

Gli insetti di maggiore interesse allergologico, per la loro intrinseca pericolosità, sono gli Imenotteri (Api, Vespe, Calabroni, Polistes).

L’allergia al veleno di Imenotteri può provocare reazioni localizzate (3,1-17%) o severe reazioni generalizzate (0,15-3,3%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte. A tutt’oggi è difficile stimare la percentuale di soggetti allergici al veleno di imenotteri: spesso i decessi causati da punture vengono diagnosticati come dovuti ad arresto cardiaco e non a shock anafilattico.

I fattori di rischio per le reazioni sistemiche severe sono: la stagione (estate), la sede della puntura (più pericolose le punture al volto), l’età (anziani), il tipo di allergene (l’ape è più pericolosa della vespa), la presenza di patologie cardiache e respiratorie concomitanti, il consumo di alcool.

Le reazioni locali caratterizzate da arrossamenti e gonfiore nella sede della puntura di diametro non superiore ai 5 cm. sono da ritenersi normali. Le reazioni generalizzate possono interessare l’apparato respiratorio (asma, edema della glottide), cardiovascolare (anafilassi), digerente (nausea e vomito) e la cute (orticaria/angioedema).

Per diagnosticare l’allergia al veleno di imenottero è di fondamentale importanza il racconto del paziente per risalire all’insetto pungitore. Il paziente viene poi sottoposto a test cutanei con estratti purificati dei veleni più diffusi nel nostro territorio (Apis mellifera, Vespula species, Polistes species, Vespa Crabro) e RAST che permette di quantificare gli anticorpi circolanti.

La cura più idonea nei soggetti allergici al veleno di imenottero è l’immunoterapia (vaccino) nei casi di reazioni generalizzate e in soggetti a rischio (agricoltori, apicoltori, ecc.) e va effettuata per la durata di almeno 5 anni. La sua totale efficacia nell’ambito di queste allergopatie, determina il maggior grado di soddisfazione per il paziente e lo specialista.

In ogni caso è fondamentale che il paziente allergico al veleno di imenotteri porti sempre con sé un kit di farmaci di emergenza che può autosomministrarsi in caso di puntura (adrenalina, cortisonici, antistaminici).

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