Alzheimer: un mix di nutrienti migliora la memoria

Una delle caratteristiche più evidenti dell’Alzheimer è proprio la perdita di memoria: in particolare si fatica a ricordare i fatti più recenti. Anche se questo non è il solo sintomo manifesto, è comunque una importante componente della malattia che riduce di molto la qualità della vita e l’autonomia del paziente.

Per cercare di intervenire su questo aspetto della patologia, i ricercatori dell’Università della Finlandia orientale,  hanno trovato un mix di nutrienti, che se assunto una volta al giorno, è in grado di stabilizzare le prestazioni cognitive e funzionali delle persone con malattia di Alzheimer in stadio iniziale. Lo studio LipiDiDiet è stato pubblicato sulla rivista The Lancet Neurology.

La miscela di nutrienti  – spiega Hilkka Soininen che ha condotto la ricerca – può aiutare a conservare il tessuto cerebrale, memoria e capacità dei pazienti di cimentarsi in attività quotidiane, che sono considerati gli aspetti più significativi della demenza. “Poiché ci avvicinano alla comprensione dell’efficacia di interventi nutrizionali nella fase malattia di Alzheimer in fase prodromica, che siamo oggi in grado di diagnosticare con maggiore accuratezza, ma che non possiamo ancora trattare a causa della mancanza di farmaci approvati. Lo studio LipiDiDiet mostra che questa bevanda multinutrienti può aiutare a preservare il tessuto cerebrale, la memoria e la capacità dei pazienti di svolgere attività quotidiane, la cui compromissione rappresenta probabilmente l’aspetto più drammatico della malattia”, conclude Soininen.

Lo studio LipiDiDiet è il terzo studio clinico su questo intervento nutrizionale specifico a mostrare effetti favorevoli sulla memoria. I precedenti sono stati condotti su pazienti che avevano già sviluppato una demenza di Alzheimer lieve e hanno dimostrato che l’assunzione giornaliera dell’intervento nutrizionale multinutriente ha determinato un beneficio sulla memoria, migliorando misure della connettività funzionale e sinaptica a livello cerebrale.

“Sebbene questo intervento nutrizionale non possa rappresentare una cura per l’Alzheimer, essa mostra in maniera evidente che prima si interviene, maggiore è il vantaggio per il paziente”, ha affermato Tobias Hartmann, coordinatore del progetto LipiDiDiet. “È importante notare come la riduzione dell’atrofia cerebrale mostri che il beneficio non è solo sintomatico. Questo risultato non si era mai ottenuto prima”.

Fortasyn Connect è l’insieme di nutrienti attivi contenuti in Souvenaid, in confezione da 125 ml, da assumere una volta al giorno. La miscela di nutrienti ha vent’anni di studio, a partire dagli studi preclinici del prof. Kiliaan (Radboud University, Olanda) e dai progetti LipiDiDiet coordinati dal prof. Hartmann (Saarland University, Germania), e finanziati dai programmi di ricerca dell’Unione Europea FP5 e FP7, nonchè dagli studi del prof. Wurtman (precedentemente del Massachusetts Institute of Technology, USA), supportato principalmente dall’NIH americano, ente di ricerca governativo.

47 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di demenza di Alzheimer, per cui al momento non esiste cura. L’Alzheimer ha una lunga fase prodromica; i primi sintomi di declino cognitivo si manifestano svariati anni prima l’instaurarsi della demenza. Molti pazienti con sintomi iniziali della malattia oggi possono ricevere una diagnosi prima che la malattia sia conclamata.  Si stima che il numero di persone con Alzheimer raddoppierà ogni vent’anni, raggiungendo i 74.7 milioni entro il 2030 e i 131.5 milioni nel 2050.

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