Cambiamento climatico, gli impatti sulla salute: da malattie a ondate di calore

Il cambiamento climatico è già un “significativo problema di sanità pubblica e un’emergenza sanitaria globale incombente”. I suoi effetti stanno già danneggiando la salute di centinaia di milioni di persone nel mondo, ad esempio esponendole a pericolose ondate di calore o a eventi meteo estremi. A lanciare l’allarme è un corposo rapporto pubblicato su Lancet e redatto da ricercatori di diversi atenei e istituzioni tra cui l’Organizzazione mondiale della Sanità, la Banca mondiale, l’Organizzazione meteorologica mondiale. Solo ieri quest’ultima ha evidenziato il record di concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha indicato che già “tra il 2030 e il 2050, si registreranno centinaia di migliaia di decessi in più ogni anno rispetto ad oggi, dovuti alla malnutrizione e a patologie come malaria e diarrea. Benché, infatti, la risalita delle temperature medie globali possa presentare dei vantaggi a livello locale in alcune zone della Terra, soprattutto quelle più fredde, gli effetti complessivi saranno ampiamente negativi”. Tra gli effetti dei cambiamenti climatici tangibili sulla salute pubblica già documentati il rapporto evidenzia la spinta che il riscaldamento globale dà alla trasmissione di malattie mortali come la febbre Dengue e l’aumento record di persone esposte a ondate di calore.

Gli insetti potrebbero moltiplicare le trasmissioni di alcune malattie – In un effetto-domino particolarmente preoccupante, potranno essere facilmente contaminate le fonti di acqua dolce. E potranno crearsi ristagni che rappresentano un habitat perfetto per la riproduzione di insetti vettori di patologie, a cominciare dalle zanzare anofele e dalle zecche. La malaria, che attualmente è responsabile della morte di 429mila persone all’anno, potrebbe dilagare, così come altre patologie: “Due miliardi di persone in più rispetto ad oggi potrebbero essere esposte al rischio di trasmissione della dengue entro il 2080”, aggiunge l’Organizzazione mondiale della sanità.

Eventi meteorologici catastrofici  In futuro si conteranno sempre più eventi catastrofici, che colpiranno abitazioni, strutture sanitarie e altri tipi di servizi essenziali. Ciò aumenterà i rischi per la salute, in particolare per quanto riguarda le malattie trasmissibili”, prosegue l’Oms. “Soprattutto le infezioni più pericolose appaiono sensibili alle variazioni climatiche. La distribuzione spaziale, la stagionalità, l’incidenza e anche la gravità potranno risultare alterate”, conferma uno studio pubblicato sulla rivista Nature e curato da un gruppo di ricercatori dell’università di Liverpool. L’analisi ha preso in considerazione, in particolare, le cento malattie giudicate più temibili per esseri umani e animali domestici. Tenendo in considerazione tasso di umidità, pluviometria, eventi meteorologici estremi e temperature, gli studiosi sono giunti alla conclusione che il 63 per cento delle patologie selezionate può variare in funzione del clima. A cominciare dal colera, estremamente sensibile ad alcuni fattori meteorologici, e continuando con le infezioni parassitarie del fegato, la malattia di Lyme nonché l’antrace.

Ondate di calore – Tra gli effetti già documentati del clima sulla salute pubblica c’è quello delle ondate di calore. Il rapporto evidenzia che tra il 2000 e il 2016 il numero di persone “vulnerabili” – cioè dai 65 anni in su – esposte a questi fenomeni è aumentato di circa 125 milioni, con un record di 175 milioni raggiunto nel 2015. Un dato, sottolineano i ricercatori, che scaturisce dall’aumento nello stesso periodo di 0,9 gradi centigradi della temperatura nei luoghi a maggiore densità di popolazione. Circa il doppio della media globale.

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