Dalla cimice marmorata allo smog, Coldiretti lancia l’allarme: A rischio il comparto frutticolo piemontese

L’autunno con temperatura particolarmente calde sta favorendo l’invasione della cosidetta cimice marmorata asiatica che sta distruggendo i raccolti nei frutteti, negli orti ma anche le grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia. Si tratta di un parassita cinese, con il nome scientifico di Halyomorpha halys, di cui col caldo si stanno moltiplicando gli esemplari che non hanno in Italia antagonisti naturali.

Il Piemonte non è escluso da questa vera e propria invasione che sta provocando danni agli agricoltori, poiché è una varietà estremamente polifaga che si nutre di varie specie coltivate. “A rischio è il comparto frutticolo piemontese poiché la cimice colpisce soprattutto le coltivazioni di mele, pere, kiwi e nocciole oltre a quelle orticole, cerealicole ed anche ornamentali – spiegano  Delia Revelli presidente Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. “Un gruppo di lavoro è già attivo per cercare soluzioni ed arrivare a dare risposte concrete alle imprese agricole. E’ fondamentale, però, la collaborazione di tutti, facendo filiera, per attuare una corretta lotta integrata all’insetto, adottando i metodi più sostenibili al fine di salvaguardare l’agricoltura Made in Piemonte facendo sempre attenzione all’ambiente e alla qualità delle produzioni”.

Allarme smog e siccità al Nord con -92% pioggia a ottobre

La caduta del 92% di pioggia in meno nel nord Italia, dove in molti territori le precipitazioni sono state del tutto assenti, fanno scattare l’allarme smog nelle città e quello siccità nelle campagne. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade di ottobre dai quali emerge peraltro che in media in Italia le precipitazioni sono state ridotte del 79%.

Si tratta – precisa la Coldiretti – dell’ultima anomalia del clima pazzo che ha segnato tutto il 2017 e il risultato è riscontrabile nell’inquinamento delle città, ma anche dal livello dei fiumi con il Po che è sotto di 3 metri rispetto allo zero idrometrico al Ponte della Becca a Pavia, 70 centimetri in meno rispetto allo scorso anno.

La mancanza di precipitazioni – continua la Coldiretti – fa crollare le raccolte dei prodotti tipici di stagione, dai funghi ai tartufi le cui quotazioni sono salite alle stelle fino a 450 euro all’etto. Ma con il caldo – continua la Coldiretti – resistono le zanzare che continuano ancora a pungere e si moltiplicano anche gli insetti dannosi.

Se in campagna colpisce la siccità, l’alta pressione nelle città aggrava l’emergenza smog provocata dal traffico con l’innalzamento del livello di polvere sottili oltre i limiti che in molte città del Nord, da Milano a Tornino, hanno portato a misure di restrizione della circolazione. Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze ma – chiede la Coldiretti – bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog nelle città.

Le piante sottolinea concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31,1 metri quadrati di verde urbano. Per questo sono importanti – precisa la Coldiretti – le misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e terrazzi, anche condominiali, previsti nella manovra che introduce un bonus verde del 36%. Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili con un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno, – conclude la Coldiretti.

 
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