Glifosato, hanno vinto le lobby sostenute dai partiti, bocciata la proposta M5S che proponeva il divieto immediato

Il glifosato, il pericoloso erbicida che da anni avvelena il mondo, per il Parlamento europeo potrà essere vietato, ma solo tra cinque anni, intanto può continuare ad essere utilizzato.

Poi, con le nuove maggioranze al Consiglio e al Parlamento Ue che sopraggiungeranno, ci sarà di fatto il rischio che questo divieto non divenga mai operativo. Per il Comitato Ue per gli alimenti, i mangimi e le piante, che si è riunito ieri, la decisione non è stata ancora presa perché non c’è accordo tra i paesi Ue, ma secondo alcune dichiarazioni, il divieto vorrebbe farlo scattare non prima di 7 o 10 anni.

Questo è quanto è accaduto negli ultimi due giorni, dopo che il M5S, in relazione al principio di precauzione, aveva chiesto di vietare l’uso del glifosato nei paesi Ue con effetto immediato. Invece il Parlamento Ue ha deciso, con 355 voti a favore, 204 contro e 111 astenuti, di lasciarlo in commercio fino al 15 dicembre 2022.

“Una cosa è certa – ha commentato l’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini -, gli interessi economici in gioco sono miliardari e hanno vinto le lobby. Inoltre è scandaloso vedere che i ministri italiani Lorenzin e Martina, nelle dichiarazioni pubbliche vanno sbandierando che il governo Gentiloni è contro l’uso del glifosato, ma poi nel Parlamento europeo hanno lasciato che i loro amici e colleghi del Pd di Pittella e Renzi, di Forza Italia, eccetera, abbiano votato contro la proposta del M5S di vietare subito l’erbicida della multinazionale americana Monsanto.

Il glifosato – ha aggiunto Pedicini – non lo vuole più nessuno. Lo conferma il fatto che c’è una petizione europea contro che ha raccolto oltre un milione di firme e c’è un sondaggio pubblicato dall’associazione internazionale di consumatori SumOfUs in cui viene rivelato che l’80% dei tedeschi, il 79% dei francesi, l’84% degli italiani, il 77% dei portoghesi e l’81% dei greci sono fortemente contrari all’utilizzo del glifosato e a favore del suo ‘divieto immediato’. Intanto, com’è noto la Monsanto, travolta dallo scandalo dei “Monsanto Papers” con cui si sono falsificate alcune ricerche scientifiche sulla cancerogenicità dell’erbicida, nei giorni scorsi ha scelto di non presentarsi al Parlamento europeo per fare un confronto.

Va anche detto – ha precisato l’eurodeputato del M5S – che il glifosato, usato in preraccolta, consente a paesi come il Canada di esportare i loro prodotti agricoli a prezzi estremamente competitivi che distruggono il settore produttivo in paesi come l´Italia. Negli ultimi dieci anni più della metà delle aziende che producevano grano duro sono sparite nel Sud Italia. Il pesticida, infatti, mette a confronto chi vuole un’agricoltura più pulita e sostenibile e chi, invece, vuole continuare ad alimentare un modello agricolo intensivo e distruttivo.

Infine – ha concluso Pedicini – è bene che i cittadini sappiano quali sono stati gli eurodeputati italiani che durante la plenaria di Strasburgo hanno votato contro il divieto totale all’uso dell’erbicida: S&D (Partito Democratico): Benifei; Bettini; Bonafè; Bresso; Briano; Chinnici; Cozzolino; Danti; De Castro; De Monte; Gasbarra; Giuffrida; Grapini; Gualtieri; Kyenge; Mosca; Panzeri; Paolucci; Picierno; Pittella; Sassoli; Toia; Viotti; Zanonato; Zoffoli. PPE (Forza Italia): Cicu; Cirio; Comi; Dorfmann; Gardini; Martusciello; Matera; Patriciello; Pogliese; Salini. ECR: Fitto; Sernagiotto. ENF (Lega): Bizzotto; Borghezio; Fontana; Zanni”.

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