Glisofato, Commissione Ue proporrà rinnovo per 5-7 anni

La Commissione europea presenterà mercoledì ai paesi membri Ue una proposta di rinnovo di autorizzazione dell’erbicida glifosato della durata tra “i cinque e i sette anni”. Lo ha annunciato martedì Margaritis Schinas, capo portavoce dell’Esecutivo Ue nel resoconto sulla riunione settimanale del collegio dei commissari.

“Il collegio – ha detto Schinas – ha istruito i rappresentanti della Commissione che domani parteciperanno al comitato con gli esperti dei paesi Ue a lavorare per cercare il consenso più ampio su una proposta di rinnovo dell’autorizzazione tra cinque e sette anni”. Fino a oggi la Commissione ha sempre dichiarato di voler presentare ai paesi membri una proposta di rinnovo per 10 anni.

Il Parlamento europeo ha approvato martedì con 355 voti a favore e 204 contro una risoluzione non vincolante che chiede di non rinnovare la licenza dell’erbicida glifosato, che scade nel prossimo dicembre 2017, e di eliminare gradualmente il commercio e l’utilizzo di tale prodotto entro la fine del 2022. “Il Parlamento ha finalmente chiarito di non volere più il Glifosato e ha proposto un periodo di transizione di cinque anni che consentirà ai coltivatori di adeguarsi”, dichiara Marco Affronte, Europarlamentare del Gruppo dei Verdi, tra i promotori dell’iniziativa.

Finalmente, arriva la conferma, l’Italia si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione del glifosato.

Attivisti  di greenpeace sono andati direttamente al Ministero della Salute per chiedere di ufficializzare la posizione italiana al Ministro Beatrice Lorenzin, offrendo anche un simbolico “aperitivo al glifosato”, con contorno di striscione con la scritta “La salute non è in vendita, Stop glifosato”, e due attivisti vestiti con tuta protettiva, maschera antigas ed erogatore di pesticidi a spalla, hanno simulato l’irrorazione con il glifosato dell’ingresso, del piazzale antistante il Ministero.

Durante la manifestazione il ministro della Salute ha raggiunto gli attivisti confermando che l’Italia si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione al glifosato il prossimo 25 ottobre, quando i Paesi Ue saranno chiamati a votare.

Dopo le rivelazioni che stanno emergendo grazie ai cosiddetti “Monsanto Papers” e lo scandalo del “copia-incolla” – ovvero parti del rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha valutato i rischi dell’uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione di Monsanto – nessuno può affermare con certezza che il glifosato è sicuro.

Per questo motivo è importante istruire un’inchiesta per verificare l’esistenza di eventuali indebite influenze da parte di Monsanto o di altri produttori di glifosato sulle valutazioni che collegano il glifosato con il cancro negli esseri umani.

Inoltre, la valutazione in discussione in sede europea riguarda, solo il principio attivo, non le formulazioni che vengono effettivamente commercializzate, per le quali nessuno sta verificando i rischi. Nella sua valutazione del 2015, l’EFSA ha riferito che non è possibile escludere effetti avversi dei formulati a base di glifosato. Eppure si vuole delegare questa valutazione ai singoli Paesi membri, che dovrebbero in autonomia valutarne il rischio e garantire la sicurezza.

Finalmente, quindi, la posizione del governo italiano è chiara e inequivocabile. Autorizzare per altri dieci anni una sostanza che sta già inquinando il nostro ambiente ed è classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo sarebbe stato un gesto irresponsabile. Adesso tocca agli altri Paesi europei esprimersi con altrettanta fermezza per tutelare la salute e l’ambiente.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie